Forse non sai

Chimica di tutti i giorni

Da scarto a prodotto di valore: la pelle

28 marzo 2022

Amate la pelle ma temete che, per ricavare l’oggetto dei vostri desideri, si debba sacrificare un animale? Non è proprio così! Oggi vi raccontiamo la sostenibilità della vera pelle, una delle forme più concrete di economia circolare, che valorizza uno scarto, rendendolo un prodotto di altissima qualità. Scopriamo in che modo.


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Da scarto a prodotto di valore: la pelle





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Nessun sacrificio

Da dove proviene il cuoio? Il 99% delle pelli grezze processate dall’industria conciaria sono uno scarto dell’industria alimentare, in particolare della carne. In gergo tecnico, si tratta di un SOA, acronimo che sta per Sottoprodotto di Origine Animale, generalmente di origine bovina, ovina e caprina.
Infatti, gli scarti che vengono recuperati dalle aziende conciarie sono direttamente proporzionali alle quantità offerte dall’industria alimentare. Tradotto, significa che l’industria del cuoio lavora in base a quanta richiesta di carne ha l’industria alimentare.
In questo modo, le aziende di pellame evitano lo smaltimento di grandi quantità di pelle, che, se non venissero recuperate, diventerebbero un rifiuto da incenerire in discarica.
Così facendo, invece, si crea un prodotto di eccellenza che fa bene all’uomo e al pianeta.

Chimica e cuoio alleate per un prodotto di eccellenza

La chimica interviene in tantissime fasi del processo produttivo conciario, alternandosi con le operazioni meccaniche, per rendere la pelle un prodotto unico e di valore.
Uno dei primi processi viene chiamato “rinverdimento” ed è la fase in cui la pelle viene pulita, eliminando lo sporco e le sostanze depositate sulla superficie: qui vengono usati tensioattivi, sali basici ed enzimi. Ma non solo: gli agenti concianti, utilizzati nelle fasi finali, garantiscono la durevolezza nel tempo del prodotto e quelli ingrassanti la rendono lucida e resistente ai graffi.
Ne avevamo parlato qui
Una volta recuperati e valorizzati gli scarti della filiera alimentare, la chimica aiuta l’industria conciaria anche a riutilizzare e rinnovare i rifiuti prodotti durante il processo produttivo.
Dalle biomasse organiche che si creano durante la lavorazione si ricavano, ad esempio, idrolizzati che possono avere tante applicazioni nei cicli produttivi di diversi settori – agricolo, edile, cosmetico, farmaceutico.
Si chiude così un cerchio virtuoso di sostenibilità.

Perché non dobbiamo fare a meno della pelle?

Oltre a rappresentare un esempio di economia circolare, la pelle vanta una serie di caratteristiche tecniche e prestazioni che la rendono un materiale durevole: un paio di scarpe, una borsa, un giubbotto, un divano o un sedile in pelle rimangono belli e funzionali per tantissimo tempo. E se dovessero rompersi, nessuna paura: la natura intrinseca della pelle prevede che sia riparabile, riutilizzabile e rigenerabile.
Scegliere un prodotto in vera pelle, dunque, non è in antitesi con la sostenibilità: se amiamo gli oggetti in pelle, possiamo continuare a sceglierli, consapevolmente.
Per saperne di più, visita il sito di UNIC.it