La chimica è...

Che storia

Anna Sundström, chimica per caso

5 febbraio 2024

Più o meno a tutti sarà capitato di sentire almeno una volta, forse anche distrattamente, il nome del chimico svedese Jacob Berzelius, uno dei padri fondatori della chimica moderna. Qualcuno ha per caso mai sentito nominare Anna Sundström? Ben pochi, temiamo… la storia di Anna Sundström è però strettamente correlata a quella di Berzelius! Oggi ve la raccontiamo.


5 min






La chimica è...

Che storia

Anna Sundström, chimica per caso

5 febbraio 2024


Più o meno a tutti sarà capitato di sentire almeno una volta, forse anche distrattamente, il nome del chimico svedese Jacob Berzelius, uno dei padri fondatori della chimica moderna. Qualcuno ha per caso mai sentito nominare Anna Sundström? Ben pochi, temiamo… la storia di Anna Sundström è però strettamente correlata a quella di Berzelius! Oggi ve la raccontiamo.


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Un legame indissolubile con Jöns Jacob Berzelius

Anna Sundström è considerata la prima chimica svedese, anche se Louise Hammarström (1849-1917) fu la prima a ricevere una formazione formale in questa materia.

 

Anna Christina Persdotter, questo il suo vero nome, nacque il 26 febbraio 1785 a Kymlinge, nella contea di Stoccolma, in Svezia, da una famiglia di agricoltori. In seguito, adottò il cognome Sundström.

 

Trasferitasi a Stoccolma per guadagnarsi da vivere come domestica, nel 1808 iniziò a lavorare per il chimico Jöns Jacob Berzelius, considerato uno dei padri fondatori della chimica moderna che, grazie alle sue intuizioni e ai suoi esperimenti, diede un nuovo volto alla chimica, portando a una diversa consapevolezza dei suoi principi. Grazie a questo incontro inaspettato, la vita di Anna cambiò per sempre.

Da governante a prima chimica in Svezia

“È talmente abituata a tutti i miei apparecchi e ai loro nomi che potrei farle distillare acido cloridrico senza esitazione”, ebbe a dire Berzelius per valorizzare le capacità della sua straordinaria assistente.

 

Molto più che una governante, col tempo Anna iniziò ad affiancare Berzelius nelle sue ricerche, acquisendo una sempre più vasta conoscenza della disciplina scientifica.

 

Quando Berzelius ottenne l’accesso a un laboratorio chimico a Stoccolma grazie alle disponibilità economiche di Wilhelm Hisinger, chimico svedese e figlio di un imprenditore siderurgico, Sundström ne supportò quotidianamente il lavoro. Era anche supervisore dei giovani ricercatori di laboratorio, che trattava con disciplina e attenzione; lontani da casa, gli studiosi ne apprezzavano le premure e la chiamavano affettuosamente “Anna la severa”.

 

Nei quasi 30 anni di lavoro a fianco di Berzelius, Sundström contribuì alle ricerche sull’elettrochimica e la stechiometria, e lo supportò nella scoperta di alcuni elementi della tavola periodica come il vanadio, il lantanio, il didimio, l’erbio, il terbio e il selenio.

 

Nel 1836, all’età di 56 anni, Berzelius, colpito dalla gotta e costretto sulla sedia a rotelle, si sposò con Elisabeth Poppius e, secondo le usanze dell’epoca, Anna fu costretta ad abbandonare il suo lavoro: al tempo, infatti, non era appropriato che una donna nubile rimanesse nella casa di un uomo sposato.

Il Premio Anna Sundström

In memoria di Anna Sundström e della sua storia fuori dal comune, la Sezione di Chimica Inorganica della Società Chimica Svedese assegna ogni anno il “Premio Anna Sundström” alla tesi di dottorato più meritevole e che dimostra, in modo stimolante, come la chimica inorganica abbia un ruolo centrale nella scienza e nella società.

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Fonti:

Anna Sundström