La chimica è...

Che storia

Jöns Jacob Berzelius, il padre della chimica svedese

12 giugno 2023

Considerato uno dei fondatori della chimica moderna, sperimentatore in moltissimi campi, tra cui la teoria atomica e molecolare e l’elettrochimica, Jöns Jacob Berzelius fu un grande chimico ma anche fine umanista.

 

Senza di lui, probabilmente, sarebbero a lungo mancati i fondamentali di questa incredibile scienza, alla base del nostro progresso e della qualità della nostra vita! Ma andiamo per ordine e scopriamo insieme la storia di questo chimico.


7 min






La chimica è...

Che storia

Jöns Jacob Berzelius, il padre della chimica svedese

12 giugno 2023


Considerato uno dei fondatori della chimica moderna, sperimentatore in moltissimi campi, tra cui la teoria atomica e molecolare e l’elettrochimica, Jöns Jacob Berzelius fu un grande chimico ma anche fine umanista.

 

Senza di lui, probabilmente, sarebbero a lungo mancati i fondamentali di questa incredibile scienza, alla base del nostro progresso e della qualità della nostra vita! Ma andiamo per ordine e scopriamo insieme la storia di questo chimico.


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ricerca e innovazione
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Gli inizi di Jöns Jacob Berzelius

Jöns Jacob Berzelius nasce il 20 agosto 1779 in un piccolo paesino della Svezia. Rimasto presto orfano, viene accudito e amorevolmente cresciuto da alcuni parenti, fino al 1796 quando si iscrive all’Università di Uppsala per studiare medicina.

 

Dopo la laurea inizia a lavorare come medico a Stoccolma, ma Wilhelm Hisinger – chimico svedese e figlio di un imprenditore siderurgico – nota le sue capacità analitiche e decide di finanziargli un laboratorio, che inizialmente gestisce insieme alla sua governante Anna Sundström, diventata poi la prima chimica in Svezia.

 

In pochi anni diventa professore di medicina e farmacia presso il Karolinska Institute e nel 1808 entra a far parte dell’Accademia reale svedese delle scienze. Tra i primi sostenitori delle teorie del chimico francese Antoine Lavoisier (“nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma”) raggiunge una certa notorietà a livello internazionale e nel 1835 riceve il titolo di baronetto.

La curiosità come motore di scoperte

Complici i suoi studi in medicina, Berzelius focalizza inizialmente le sue ricerche sui fenomeni fisiologici di origine chimica, per poi interessarsi alla chimica inorganica e organica. Nel corso degli anni, le sue intuizioni e i suoi esperimenti danno un nuovo volto alla chimica e una diversa consapevolezza dei suoi principi.

 

Nel 1803 dimostra come la pila scomponga le sostanze chimiche in coppie di costituenti opposti elettricamente, rivede e generalizza la chimica degli acidi e delle basi promossa soprattutto da Lavoisier. Porta così avanti l’idea secondo cui tutte le sostanze chimiche, naturali o artificiali, minerali o organiche, possono essere distinte e identificate qualitativamente attraverso i loro costituenti elettricamente opposti.

 

Non si ferma qui, perché attraverso alcune prove sperimentali stabilisce i pesi atomici degli elementi, le formule dei loro solfuri, sali, ossidi e di quasi tutti i composti inorganici conosciuti. I suoi esperimenti portano a una rappresentazione più completa anche dei principi che regolano la stechiometria delle reazioni, stabilendo il modo in cui le sostanze chimiche si combinano tra loro.

Tra atomi e nomenclatura

Berzelius sviluppa anche un nuovo sistema di notazione con il quale specifica la composizione di qualsiasi composto sia a livello qualitativo (mostrando i suoi ingredienti elettrochimicamente opposti) sia quantitativo (mostrando le proporzioni in cui gli ingredienti sono uniti), abbrevia i nomi latini degli elementi con una o due lettere e applica degli apici per indicare il numero di atomi di ciascun elemento.

 

Non passa molto tempo e i colleghi tedeschi più giovani, inserendo i numeri ai pedici invece che agli apici, danno vita al sistema utilizzato ancora oggi.

Alla scoperta di nuovi elementi

Animato da una vivace curiosità, Berzelius, analizzando alcuni campioni di minerali presenti in natura, scopre nuovi elementi tra cui il cerio, e il torio e, nel 1818, il selenio, isolato dal fango ottenuto per la produzione di acido solforico.

 

Affascinati dalla sua passione e guidati dal suo carisma, i suoi studenti scoprono il litio, il vanadio, il lantanio, il didimio (identificato in praseodimio e neodimio), l’erbio e il terbio.

Una mente brillante e rivoluzionaria

Negli anni Berzelius sviluppa alcune tecniche analitiche, studia l’isomerismo, la catalisi e tanto altro!

 

Trova anche il tempo per aiutare colleghi e amici, consiglia Gerardus Johannes Mulder nelle sue analisi elementari di composti organici come caffè e tè e conia il termine proteina.

 

Una mente brillante e capace di rivoluzionare il mondo della chimica con le sue scoperte, attento osservatore del mondo circostante e minuzioso analizzatore del particolare, Jöns Jacob Berzelius fu il padre della chimica svedese e tutti noi appassionati di chimica gli dobbiamo immensa gratitudine!

Fonti:

Jöns Jacob Berzelius, scopritore di elementi

Il padre della chimica, Jöns Jacob Berzelius