La chimica è...

Consiglio libroso

“La meraviglia del tutto” di Piero Angela

18 marzo 2024

“La meraviglia del tutto” è l’ultimo regalo di Piero Angela ai suoi tantissimi estimatori: un racconto di scienza e di tanto altro, comprese alcune riflessioni personali in cui molti troveranno l’ennesimo, prezioso insegnamento.

 

Abbiamo il piacere di parlarne con Massimo Polidoro, co-autore del libro, che in Angela ha avuto il suo mentore e che oggi ne raccoglie l’eredità.


13 min






La chimica è...

“La meraviglia del tutto” di Piero Angela





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TEMI

ricerca e innovazione
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UN PUZZLE DI MIGLIAIA DI PEZZI

Hai detto che scrivere questo libro è stato per te come ricomporre un puzzle di migliaia di pezzi: da che parte hai cominciato?

 

Abbiamo fatto tante conversazioni, tante “interviste” a casa di Piero, in giro, ogni volta che c’era l’occasione per farlo: si parlava veramente di tutto, saltando da un argomento all’altro, dallo spazio alla famiglia, dalla Rai alla biologia… e così via. Dal 2019 al 2022 ho raccolto i materiali, ma quando poi eravamo sul punto di iniziare a scrivere, purtroppo Piero ci ha lasciato. 

 

Si trattava a quel punto di dare una forma al libro, che in qualche modo portasse come in un racconto da un inizio a una fine, dando a ogni cosa un senso che fosse coerente e fedele ai desideri e alle intenzioni di Piero. Purtroppo, non eravamo andati così nei dettagli su come avrebbe dovuto essere la struttura del libro e ho cercato quindi di rileggere e riascoltare un po’ tutto quanto. E quando avevo qualche dubbio mi rifacevo a conversazioni più vecchie che avevamo fatto insieme, oppure rileggevo i suoi libri, per essere sicuro di interpretare bene quello che mi aveva detto e così via. È stata una grande impresa, ma allo stesso tempo un bellissimo regalo: scrivere questo libro mi ha dato la possibilità di continuare a confrontarmi con i pensieri di Piero, in un certo senso è stato un po’ come averlo ancora lì con me. Una cosa straordinaria e molto emozionante.

IL “CARBONIO” DI PRIMO LEVI

Per raccontare le origini della vita, Piero Angela fa riferimento al racconto di Primo Levi “il Carbonio”. Com’era il suo rapporto con la chimica?

 

A Piero piaceva tantissimo quel racconto di Levi: lo considerava un esempio di buona divulgazione, ovvero, spiegare in modo chiaro, semplice e accattivante temi scientifici complessi, come lui cercava di fare con i suoi programmi e con i suoi libri.

 

Piero considerava la chimica fondamentale per capire e conoscere meglio il mondo, al pari tutte le altre discipline scientifiche. Chiaramente era consapevole dei pregiudizi e delle distorsioni che riguardano la chimica, anche solo come termine. Non mancava mai di contrastare questi preconcetti, molto difficili da scalfire, soprattutto quando si parla di salute, alimentazione o natura, ambiti in cui spesso la chimica viene indicata come il nemico, fraintendendo completamente il senso di che cosa in realtà sia.

CULTURA UMANISTICA O CULTURA SCIENTIFICA?

Nel libro Angela si concede anche qualche critica esplicita, ad esempio nei confronti di quegli intellettuali che criticano la scienza e la tecnologia, pur godendone i vantaggi.  Qual era la visione di Angela sul progresso tecnologico?

 

Piero riteneva inaccettabile che la scienza e la tecnologia fossero considerate ancillari rispetto alla cultura umanistica: una concezione tra l’altro molto italiana, del tutto assente nel resto del mondo, specie nei Paesi tecnologicamente avanzati. Da noi si pensa che siano i più intellettualmente dotati a poter accedere agli studi classici, mentre gli altri si devono ‘accontentare’ delle scuole scientifiche.

 

All’estero, dove Piero aveva vissuto, è invece esattamente il contrario! Angela era solito ricordare che sono state le invenzioni tecnologiche a cambiare il mondo, in maniera spesso più concreta ed efficace di quanto possano aver fatto tanti filosofi e grandi pensatori. Se ci riflettiamo, è grazie allo sviluppo tecnologico e alle sue invenzioni che uomini e donne hanno potuto liberarsi dalla fatica di mansioni quotidiane, guadagnando tempo libero per dedicarsi alla conoscenza e al pensiero. Gli stessi filosofi e intellettuali possono esistere solo perché c’è la tecnologia: senza, tornerebbero anche loro a zappare i campi, come diceva Piero con una battuta!

LA LOTTA ALLE PSEUDOSCIENZE

Si può dire che Piero Angela abbia inventato la divulgazione scientifica in Italia: “La meraviglia del tutto” è un vero e proprio manuale sulla comunicazione della scienza.  Oggi la sterminata quantità di informazioni a nostra disposizione dovrebbe rendere più semplice avvicinarsi alla scienza: invece, paradossalmente, il pensiero antiscientifico si è paurosamente diffuso. Secondo te era più facile parlare di scienza agli esordi dell’attività di Piero o oggi?

 

Quando Piero ha iniziato a parlare di scienza, nei primi anni ’70, non esisteva quasi nulla del genere né in letteratura né, tantomeno, in televisione: i programmi di divulgazione allora erano confinati in orari improbabili o rivolti solo ai ragazzi, perché non si pensava che la cultura scientifica potesse interessare tutti. Iniziare da zero da un lato è stato più semplice, dall’altro molto complesso, in quanto si trattava di inventare un linguaggio completamente nuovo.

 

Negli anni il suo modo di raccontare è diventato sempre più accessibile a un pubblico sempre più ampio.

 

Oggi la Rete ci facilita, dandoci la possibilità di accedere a una immensa mole di informazioni, ma, paradossalmente, diventa così molto più difficile distinguere ciò che è scienza da ciò che non lo è: questo ha dato un contributo determinante alla diffusione del pensiero antiscientifico. Combattere l’anti scienza è una sfida altrettanto grande come quella di inventare forme di comunicazione che non esistevano; una sfida che peraltro Piero Angela aveva subito raccolto, anche con la fondazione di un Comitato, il CICAP, impegnato da oltre trent’anni a contrastare disinformazione e pseudoscienza, e contribuendo alla diffusione di una mentalità più critica e scientifica.

LA PREFAZIONE RITROVATA

Hai avuto il privilegio di un rapporto anche personale col grande Piero Angela: hai un aneddoto da regalarci?

 

Di aneddoti su Piero ne avrei chiaramente tantissimi; ho avuto la grandissima fortuna di conoscerlo a 18 anni e di averlo come punto di riferimento costante, una persona geniale con cui confrontarmi con amicizia e affetto, per tutta la vita, finché ci ha lasciati.

 

L’episodio più recente è accaduto quando non c’era più e riguarda proprio “La meraviglia del tutto”, di cui voleva scrivere la prefazione per spiegare ai lettori come mai aveva deciso di farlo e perché aveva scelto la forma del dialogo con me.  Ci teneva a scriverla e firmarla in prima persona, ma non riusciva a trovare il tempo tra tutti i progetti che non voleva lasciare in sospeso: Superquark, la serie per i ragazzi Prepararsi al futuro, il libro Dieci cose che ho imparato e il disco jazz che voleva finalmente realizzare, un suo vecchio sogno.

 

Mi diceva “ci vediamo dopo Ferragosto, così mettiamo ordine tra le mie carte e ti preparo anche la prefazione”.  Purtroppo, è mancato il 13 di agosto e non ci siamo più potuti vedere. Ma quando, un paio di mesi dopo, sono tornato a casa sua – mi aveva chiesto di esaminare le sue carte per vedere se c’era qualcosa che valeva la pena recuperare – mi sono ritrovato tra le mani qualcosa di estremamente emozionante: alcuni fogli scritti a mano sulla cui sommità era scritto proprio: “prefazione libro intervista”! E iniziava con le parole: “Questo probabilmente è l’ultimo libro che scrivo, non credevo di farlo ma poi ho pensato che forse ne valeva la pena”.

 

È stato veramente toccante vedere come Piero, ancora una volta, abbia dimostrato di voler portare a termine il lavoro: ci ha tenuto a scrivere la prefazione di sua mano, non ha fatto in tempo a darmela ma l’ha lasciata lì, dove sapeva che l’avrei trovata.

Leggi anche il consiglio libroso “Dieci cose che ho imparato” e l’articolo di Massimo Polidoro.