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Chimica inside

La chimica delle foglie autunnali

24 ottobre 2022

Tazze fumanti, coperte morbide e accoglienti, il profumo di castagne arrosto e un paesaggio che sta lentamente cambiando colore: è arrivato l’autunno!

 

Sapevate che la trasformazione del paesaggio naturale attorno a noi è questione di chimica? Non siamo solo noi a risentire del calo di temperatura e della luce solare meno intensa: anche le foglie, quando l’estate arriva agli sgoccioli, subiscono un calo di produzione e una decomposizione della clorofilla, che influenza la loro colorazione.


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La chimica delle foglie autunnali





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Una questione di legami

A volte la bellezza infiammata dell’autunno è davvero travolgente e non di rado ci serve qualche istante per comprendere come sia possibile tanta meraviglia. Beh, anche in questo la chimica ha un ruolo decisivo!

 

Prima di vedere nello specifico i composti che determinano le differenti sfumature del fogliame, è necessario soffermarsi sull’origine dei colori, partendo dai legami chimici che questi composti contengono. Le molecole che danno il colore alle foglie autunnali presentano legami singoli e doppi, disposti in modo alternato; questa disposizione permette l’assorbimento delle lunghezze d’onda della luce nello spettro del visibile, determinando di conseguenza la comparsa del colore fiammante nelle foglie.





Chioma verde e clorofilla

Nelle foglie verdi, che possiamo ammirare soprattutto in primavera e in estate, è presente la clorofilla, una sostanza chimica contenuta nei cloroplasti, organuli che si trovano all’interno delle cellule delle piante. La clorofilla è un composto chimico essenziale per la fotosintesi clorofilliana, processo biochimico piuttosto complicato che partendo da aria, acqua e luce solare permette ai vegetali di produrre diversi nutrienti utili.

 

Le foglie, per la produzione di clorofilla, richiedono la presenza di alte temperature e di luce solare: è per questo che sul finire dell’estate e con meno luce anche il quantitativo di clorofilla tende a diminuire e a decomporsi, permettendo ad altri componenti della foglia di diventare protagonisti e far risaltare i loro colori.









Bellezza autunnale, una tavolozza di colori vividissimi

A questo punto entrano in gioco altri composti chimici che rubano la scena alla clorofilla: i carotenoidi e i flavonoidi. Queste sostanze sono sempre presenti nelle foglie, ma durante l’estate vengono mascherate dall’elevato quantitativo di clorofilla.

 

Giallo, arancione e rosso… l’autunno esplode e flavonoidi e carotenoidi sono la tempera che colora le foglie con tinte tanto vivide da sembrare quasi innaturali. Al pari della clorofilla, che degrada col progredire dell’estate, con l’avanzare dell’autunno anche i flavonoidi e i carotenoidi perdono progressivamente le loro caratteristiche.

 

È ora il momento di altri composti, che salgono sul palcoscenico autunnale: gli antociani, pigmenti vegetali idrosolubili che fanno parte dei flavonoidi e, a differenza degli altri composti, non sono presenti nelle foglie durante tutto l’anno. Solo al diminuire della luce giornaliera e all’aumentare degli zuccheri nelle foglie, gli antociani iniziano a essere sintetizzati e forniscono alle foglie autunnali vivaci sfumature di rosso, viola e magenta. È poi l’acidità della linfa degli alberi a influenzare la gamma di sfumature disponibili, dal rosso acceso a quello più tendente al viola.

 

Ecco: d’ora in poi, quando camminerete con il naso all’insù per ammirare le mille sfumature di colori delle foglie, magari penserete anche che la bellezza dell’autunno sia questione di chimica!