Forse non sai

Chimica e società

Dal nome di un fiore a quello di un colore: il malva

10 ottobre 2022

Avete fatto caso a come le vetrine si siano vestite a festa per accogliere l’autunno, che, almeno nell’abbigliamento, si prospetta a colori?

 

Tra i tanti colori che la moda autunno-inverno 2022-2023 propone, troviamo sicuramente il malva, protagonista indiscusso di questa stagione. Dalla haute couture fino ai “mai più senza” troviamo il malva con insoliti abbinamenti di colore e in tutte le sue nuance…tutto fa pensare che nei nostri armadi che almeno un tocco di questa tinta entrerà negli armadi di molti di noi.

 

Ma voi conoscete la storia del malva, il colore che ha in comune con un fiore il proprio nome? Come accade nelle storie migliori, tutto ebbe inizio da una casualità!


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Dal nome di un fiore a quello di un colore: il malva





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La casualità, vettore di nuove opportunità

Da sempre uno tra i colori più ambiti e costosi, simbolo di ricchezza e potere: il malva da colore di pochi, divenne, nel 1856, il colore di molti, grazie agli esperimenti di un giovane chimico.

 

William Perkin, questo era il suo nome, nato nel 1838 a Londra, ancora giovanissimo si iscrisse al Royal Chemistry College perché il suo grande sogno era quello di diventare un chimico. Il primo obiettivo che si prefisse di realizzare nel suo piccolo laboratorio casalingo fu quello di sintetizzare il chinino. A metà Ottocento questo alcaloide veniva utilizzato per le sue proprietà curative nel trattamento della malaria, ma il suo costo era proibitivo dato che lo si poteva ottenere solo dalla corteccia dell’albero di china. Addirittura, lo stesso impero britannico promise una ricompensa in denaro per chi fosse riuscito a trovare un farmaco antimalarico alternativo meno costoso.

 

Le ricerche di Perkin furono sorprendenti: non scoprì il chinino sintetico, bensì il primo colorante sintetico.

Poteva essere Perkin’s Purple, ma fu malva

Accettando la sfida di trovare un rimedio antimalarico, Perkin, ispirato dal suo professore August Wilhelm Hofmann, provò a estrarre dal catrame di carbone, liquido viscoso di colore bruno nerastro, un antimalarico.

 

Perkin aggiunse idrogeno e ossigeno al catrame di carbone e nel tempo si accorse come questo “intruglio inebriante” lasciasse un residuo rosso-brunastro all’interno dei suoi barattoli di vetro. Volle a questo punto approfondirne le proprietà: andando a solubilizzare questo residuo, si rese conto di aver ottenuto il primo “colorante all’anilina” di colore viola chiaro, per il quale scelse il nome “mauve”, malva.

Il malva: la scalata verso la popolarità

Il “pasticcio” nella sua camera da letto non solo lo rese famoso, ma anche estremamente ricco: a soli 17 anni William Perkin aveva creato la prima tintura sintetica, malva, malvaina, viola anilina, viola o viola Perkin. Anche in questo caso non perse tempo e il 26 agosto 1856 ne brevettò subito il procedimento, lasciando la carriera della ricerca chimica per avviare quella da industriale, per produrre tintura viola.

 

I coloranti all’anilina, da quel momento, irruppero sul mercato illuminando stoffe e abiti di quasi tutta Europa. Se ne innamorarono anche l’imperatrice Eugenia, donna colta e raffinata, e la regina Vittoria che indossò addirittura un vestito color malva per il matrimonio regale della figlia.

 

In piena epoca vittoriana i colori vivaci non furono più solo prerogativa dei ricchi: da Parigi a Londra tutti impazzirono per questo nuovo colore che presto divenne molto popolare.

 

Amato dai reali, colore simbolo in molte lotte di genere, ma anche dall’alto valore spirituale. Insomma, il malva è decisamente un colore che unisce! E voi, avete qualche capo e accessorio di questo colore?

Fonti

William Henry Perkin, Science History Institute

William Henry Perkin, Britannica