La chimica è...

Questioni di chimica

Agrofarmaci e agricoltura sostenibile: un binomio impossibile?

29 settembre 2022

Da tempo ormai la Commissione europea ha lanciato il proprio piano per un sistema agroalimentare europeo più sostenibile e con un minore impatto per l’ambiente. Per farlo, ha stabilito che l’uso degli agrofarmaci in Europa vada ridotto drasticamente, ritenendo che la mera riduzione quantitativa dei mezzi tecnici usati per la protezione delle colture porti automaticamente ad una maggiore sostenibilità.


6 min






La chimica è...

Questioni di chimica

Agrofarmaci e agricoltura sostenibile: un binomio impossibile?

29 settembre 2022


Da tempo ormai la Commissione europea ha lanciato il proprio piano per un sistema agroalimentare europeo più sostenibile e con un minore impatto per l’ambiente. Per farlo, ha stabilito che l’uso degli agrofarmaci in Europa vada ridotto drasticamente, ritenendo che la mera riduzione quantitativa dei mezzi tecnici usati per la protezione delle colture porti automaticamente ad una maggiore sostenibilità.


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Le sfide dell’agricoltura moderna

Gli agricoltori di tutta l’UE affrontano ogni giorno numerose sfide: devono produrre alimenti di alta qualità, sicuri, convenienti e in quantità sufficienti per i consumatori, salvaguardando le risorse naturali e utilizzandole in modo sempre più razionale. Per fare ciò hanno bisogno di tutelare le proprie coltivazioni da malerbe, funghi, insetti e malattie che, da sempre, attaccano le colture alimentari. Ma non solo, con l’aumento degli scambi internazionali e le conseguenze dei cambiamenti climatici, gli agricoltori si sono trovati spesso ad affrontare anche i cosiddetti “pest alieni”, ovvero avversità che fino a qualche tempo fa non erano presenti nel territorio europeo e per i quali oggi scarseggiano soluzioni.

Le soluzioni offerte dall’industria

L’industria degli agrofarmaci ritiene che l’innovazione sia l’unica chiave per rispondere alle sfide che gli agricoltori sono chiamati ad affrontare e, nel contempo, raggiungere l’obiettivo della Commissione europea di un sistema agroalimentare più sostenibile. Il nostro settore investe ogni anno ingenti risorse economiche in ricerca e sviluppo per fornire agli agricoltori una varietà di soluzioni – dagli agrofarmaci di sintesi e di origine naturale fino a strumenti e tecnologie di agricoltura digitale e di precisione – che vanno nella direzione di perseguire gli obiettivi delineati dalla Commissione, ma le modalità attraverso cui perseguirli andrebbero sicuramente ridiscusse attraverso un compiuto ed esaustivo studio di impatto.

 

Il nostro ruolo, infatti, è garantire agli agricoltori la più ampia cassetta degli attrezzi possibile, in modo che possano scegliere il modello di produzione che desiderano utilizzare, sicuro per l’ambiente, per i consumatori e per sé stessi. È importante evidenziare, però, che non esiste una soluzione più importante di un’altra. L’agricoltura potrà essere davvero sostenibile solo attraverso un uso consapevole e mirato di tutti gli strumenti, compresi quelli chimici, per ottenere la migliore gestione possibile delle coltivazioni.

Uno sguardo al futuro

Il nostro settore ha già intrapreso il proprio percorso per il raggiungimento degli obiettivi prefissati. A questo proposito abbiamo lanciato come industria, a livello europeo, un piano di impegni volontari da oggi al 2030, che guideranno le imprese per il prossimo decennio nei settori chiave delle tecnologie agricole innovative, dell’economia circolare e dei prodotti utilizzabili in agricoltura biologica.

 

Abbiamo voluto assumere impegni chiari per sostenere l’agenda della Commissione europea e per rispondere alle esigenze della società, ma non condividiamo l’approccio adottato finora. Riteniamo, infatti, che una maggiore sostenibilità in agricoltura sia possibile solo focalizzando l’attenzione sulle prestazioni dell’azienda agricola anziché sul metodo produttivo prescelto. Gli agrofarmaci oggi presenti sul mercato sono prodotti assolutamente sicuri poiché sono sottoposti ad un rigoroso processo di valutazione che tiene conto non solo dell’efficacia del prodotto, ma anche della sua sicurezza per l’operatore, il consumatore e l’ambiente. Una loro drastica riduzione, senza una reale motivazione scientifica e in assenza di reali alternative per la tutela delle piante, metterebbe a repentaglio la sostenibilità dell’agricoltura stessa poiché si avrebbero cali produttivi che minerebbero la sicurezza degli approvvigionamenti alimentari europei ed extra-europei.