La chimica è...

Un diamante è per sempre… finché dura!

14 febbraio 2022

Oggi è San Valentino, auguri a tutti gli innamorati! I più fortunati potranno festeggiare anche regalando (o, perché no? regalandosi) una collana, un paio di orecchini o un anello impreziosito da brillanti. Ma è proprio vero che un “diamante è per sempre”, come recitava il famoso spot pubblicitario?


7 min






La chimica è...

Un diamante è per sempre… finché dura!

14 febbraio 2022


Oggi è San Valentino, auguri a tutti gli innamorati! I più fortunati potranno festeggiare anche regalando (o, perché no? regalandosi) una collana, un paio di orecchini o un anello impreziosito da brillanti. Ma è proprio vero che un “diamante è per sempre”, come recitava il famoso spot pubblicitario?


7 min
TEMI

ambiente
A
A
Tutto parte dal carbonio

Per rispondere partiamo dall’origine, ovvero dalla materia da cui si forma un diamante: il carbonio. È un elemento che dà polimorfismo, cioè può cristallizzare in forme diverse, come la grafite, o, appunto, il diamante. Sembra incredibile a dirsi, ma la mina delle matite, fatta di grafite, e la pietra preziosa per eccellenza derivano dallo stesso elemento, come abbiamo anche ricordato qui.

Quello che li distingue è la disposizione degli atomi nelle strutture.

Questione di struttura

In un diamante ogni atomo è connesso ad altri quattro atomi di carbonio e tutti insieme sono disposti in modo tetraedrico. Si tratta di una struttura tridimensionale estremamente forte e rigida che si traduce in una rete infinita di atomi.
Da questo dipendono molte delle sue caratteristiche: è infatti la più dura fra le sostanze note, è trasparente e isolante, cioè non conduce elettricità.
Al contrario la grafite è un minerale opaco, di colore grigio, tenero, sfaldabile, ottimo conduttore di elettricità! In questo caso gli atomi sono disposti orizzontalmente come tanti strati sottili, senza legami forti; ecco perché riusciamo a scrivere a matita: sui fogli la grafite si “sfalda”.

Una fastidiosa trasformazione

I diamanti si formano a temperature superiori ai 900°, con pressioni di almeno 50.000 atmosfere in uno strato della Terra chiamato “mantello”, ad una profondità compresa tra i 150 e i 225 km al di sotto della superficie terrestre. Al di sotto di questi parametri, si crea la grafite.
Nel momento in cui i diamanti vengono trasportati in superficie, grazie al magma che li spinge verso la crosta terrestre, subiscono un’enorme variazione di pressione e temperatura.  Col tempo, però, le condizioni della Terra, così diverse da quelle del mantello, porteranno ad una modificazione del diamante, che diventerà… grafite! È una trasformazione spontanea e inevitabile.
Quindi niente, nemmeno il diamante è ‘per sempre’: ma non disperate, stiamo parlando di un passaggio che può durare milioni di anni, quindi ancora per molte generazioni future, gli estimatori continueranno ad apprezzare il suo luccichio inconfondibile, nella convinzione che sia eterno!

Fonte: pilloledichimica.it