La chimica è...

Consiglio libroso

“Serendipità. L’inatteso nella scienza” di Telmo Pievani

15 giugno 2023

Dietro a ogni scoperta c’è, il più delle volte, un’affascinante storia di serendipità, che –attenzione! – non va interpretata come semplice colpo di fortuna.

 

Ce ne parla il saggio “Serendipità. L’inatteso nella scienza” (edito da Raffaello Cortina Editore) del divulgatore e filosofo della scienza Telmo Pievani che, grazie al suo stile chiaro e alla capacità di approfondire il particolare in modo coinvolgente, ci racconta l’origine di una parola che ha ormai assunto un significato pop.


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“Serendipità. L’inatteso nella scienza” di Telmo Pievani





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L’origine inaspettata di serendipità

Quando si parla di serendipità spesso ci si riferisce a scoperte fatte casualmente, ma, come spiega Pievani nel libro, non è il puro caso e nemmeno la fortuna a condurre gli scienziati alle risposte, tanto attese, alle loro domande. L’origine del nome è molto interessante: deriva da un termine settecentesco coniato dallo scrittore Horace Walpole, grande appassionato di novelle persiane e in particolare di quella intitolata “Viaggi e avventure dei tre principi di Serendippo”. È una storia di iniziazione classica, in cui un re, per capire quale tra i tre figli è il più adatto a subentrargli come sovrano, dispone che gli eredi “si mettano in viaggio, seguitando a fare scoperte, per accidente e per sagacia, di cose di cui non erano in cerca”.

 

La serendipità è proprio questo: non è il caso, ma è l’andare in cerca, essere curiosi, aperti al nuovo, farsi delle domande e cammin facendo trovare qualcosa di inaspettato. E in questo percorso possono avvenire deviazioni e sorprese. Secondo Galilei, serendipità è quando la Natura ti risponde in modo diverso rispetto alla domanda che le hai fatto.

Non solo una questione di storie

In letteratura, la serendipità è vista come un insieme di aneddoti e di storie, figlie di una ricerca che punta a trovare qualcos’altro, diverso rispetto a quello che poi viene scoperto.

 

Oltre alla ricostruzione della storia sulle origini della parola, Pievani fa una carrellata di scoperte scientifiche accomunate da una storia di serendipità, si va dalla penicillina di Alexander Fleming ai raggi x di Wilhelm C. Röntgen, dalla radiazione cosmica di fondo al forno a microonde, dalla vulcanizzazione della gomma al parabrezza infrangibile, fino ai materiali che ci hanno cambiato la vita.

Il metodo scientifico, anche una questione di serendipità

Pievani propone una riflessione sugli insegnamenti che si possono trarre dagli accadimenti serendipici nel campo della ricerca tecnico-scientifica. La serendipità caratterizza tutte le discipline scientifiche, è trasversale, ci dice qualcosa di importante su come funziona il metodo scientifico o, addirittura, la mente umana.

 

I nostri punti di domanda, ovvero quello che ci accorgiamo di non sapere, aumentano con il passare del tempo, perché più sono le informazioni che acquisiamo e più sono gli strumenti a nostra disposizione per capire ciò che non conosciamo.

A chi consigliamo “Serendipità. L’inatteso della scienza”?

A chi associa il termine serendipità al film romantico dei primi anni 2000, a chi non si stanca di essere curioso, a chi vede nell’ignoto la possibilità di scoprire ogni giorno qualcosa di nuovo e a chi sa che sarà la scienza a guidarci nell’infinito cammino del progresso.