Forse non sai

Chimica di tutti i giorni

La chimica di Halloween

31 ottobre 2019

Decorazioni macabre, teschi, pipistrelli, ragni giganti, le immancabili zucche, fantasmi e streghe dai connotati orripilanti affollano non solo i negozi per bambini, ma persino  le botteghe dei fornai e i banchi dei salumieri…

Parliamo naturalmente di Halloween, la festa che nella notte del 31 ottobre coinvolge grandi e piccini pronti ad indossare le maschere più spaventose.


4 min






Forse non sai

Chimica di tutti i giorni

La chimica di Halloween

31 ottobre 2019


Decorazioni macabre, teschi, pipistrelli, ragni giganti, le immancabili zucche, fantasmi e streghe dai connotati orripilanti affollano non solo i negozi per bambini, ma persino  le botteghe dei fornai e i banchi dei salumieri…

Parliamo naturalmente di Halloween, la festa che nella notte del 31 ottobre coinvolge grandi e piccini pronti ad indossare le maschere più spaventose.


4 min
TEMI

ricerca e innovazione
A
A
Dal paganesimo all'esoterismo

Halloween ha origini pagane che risalgono all’antica tradizione celtica e in particolare alla festa di fine estate, detta anche Samhain, celebrata proprio il 1 novembre. La notte della vigilia era consuetudine spaventare le anime diaboliche con enormi fuochi appiccati sulle cime delle colline. In realtà era anche l’occasione per riportare a case le mandrie dai pascoli estivi e rinnovare le distese erbose.

Col tempo prese il sopravvento l’aspetto più esoterico e sinistro: si riteneva che nella notte sarebbero tornate le anime dei morti e la festa dell’autunno si trasformò nel festival delle streghe e dei fantasmi.

La scoperta delle ptomaine

Ma che cosa c’entra la chimica con una festa così spettrale e anche un po’ macabra? Potremmo ricondurre tutto alla figura di Francesco Selmi (Vignola, 1817-1881), chimico, tossicologo, patriota e letterato, responsabile della scoperta delle ptomaine, sostanze a carattere basico, precisamente diammine alifatiche (ossia “a catena aperta”), responsabili dei cattivi odori che si liberano durante la putrefazione.

Una rivoluzione nella giustizia

Selmi dimostrò che i cadaveri sono in grado di produrre in maniera autonoma sostanze tossiche e alcaloidi, senza che sia stato necessariamente ingerito veleno da parte del defunto.

Questa scoperta rivoluzionò l’impiego delle prove chimiche nelle cause giudiziarie per avvelenamento, tanto che Selmi fu nominato presidente della Commissione per lo studio della prova generica del venefizio, istituita, dietro sua sollecitazione, dal ministero di Grazia e Giustizia.
Indagini che oggi vengono condotte dalla polizia scientifica, il geniale studioso le portò a termine con successo, contribuendo a salvare diversi imputati da false accuse.

I nomi delle ptomaine più note? Neanche a dirlo, cadaverina e putrescina!

Dunque, chi si maschera da Selmi per Halloween?

Un ottimo spunto, quello di Marco Taddia su Scienza in rete