Anche se ormai è un alimento “di casa”, l’avocado arriva da molto lontano; ha origine in Messico e in America Centrale. Oggi è possibile trovarlo anche in Italia: la sua coltivazione si concentra soprattutto al Sud e in alcune zone della Liguria, dove il clima mite e i terreni ricchi di nutrienti ne favoriscono la crescita.
Il colore verde brillante dell’avocado è dovuto alla clorofilla, pigmento presente in tutte le piante. La clorofilla può essere di due tipi: il tipo A, più sensibile e che si degrada facilmente, oppure B, più stabile e resistente. La clorofilla si trova nei cloroplasti delle cellule ed è fondamentale per la fotosintesi. Al centro della sua struttura c’è un atomo di magnesio, che contribuisce al tipico colore verde intenso.
I grassi dell’avocado sono considerati “buoni” perché sono costituiti principalmente dagli stessi grassi monoinsaturi presenti nell’olio d’oliva, in particolare l’acido oleico. Questa tipologia di lipidi ha una struttura chimica che li rende utilizzabili con maggior facilità dall’organismo perché aiutano a ridurre il colesterolo “cattivo” (LDL) e a mantenere quello “buono” (l’HDL). La loro struttura facilita anche l’assorbimento di vitamine essenziali rendendo ogni pasto maggiormente efficace a livello nutrizionale.
Tra le tante sostanze presenti nell’avocado c’è anche l’acido tartarico. In passato veniva estratto dal tamarindo e veniva utilizzato per i suoi effetti sull’apparato digerente; infatti, è uno degli ingredienti dei classici digestivi effervescenti perché stimola la produzione di succhi gastrici. Nell’industria alimentare viene utilizzato come acidificante e conservante, perché abbassa i valori di pH e rende più difficile la crescita dei batteri. Lo troviamo nei succhi di frutta e nelle conserve.
Ti è mai capitato di tagliare un avocado e vederlo diventare scuro dopo poco? Questo accade perché, quando la polpa entra in contatto con l’aria, si attiva una reazione chimica. Nell’avocado ci sono sostanze chiamate composti fenolici; quando lo tagli, un enzima chiamato polifenolo ossidasi le fa reagire con l’ossigeno. Il risultato? La polpa diventa marrone. La buona notizia è che finché l’avocado è intero, questo processo non avviene.
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