Forse non sai

Che storia

“E mo’ ? E mo’… Moplen!”, la storia di Giulio Natta

26 febbraio 2020

Il 26 febbraio 1903 a Porto Maurizio (Imperia) è nato Giulio Natta, unico premio Nobel italiano per la chimica. A lui dobbiamo la rivoluzionaria scoperta del polipropilene isotattico, un tipo di plastica dura e resistente commercializzato con il marchio Moplen, il materiale  ‘leggero e inconfondibile’ che cambiò completamente volto alla nostra quotidianità, sostituendosi a materiali più rari e costosi negli oggetti di tutti i giorni.


5 min






Forse non sai

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“E mo’ ? E mo’… Moplen!”, la storia di Giulio Natta

26 febbraio 2020


Il 26 febbraio 1903 a Porto Maurizio (Imperia) è nato Giulio Natta, unico premio Nobel italiano per la chimica. A lui dobbiamo la rivoluzionaria scoperta del polipropilene isotattico, un tipo di plastica dura e resistente commercializzato con il marchio Moplen, il materiale  ‘leggero e inconfondibile’ che cambiò completamente volto alla nostra quotidianità, sostituendosi a materiali più rari e costosi negli oggetti di tutti i giorni.


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Una rapida carriera

Come spesso accade per le menti geniali, la  carriera accademica di Natta fu molto rapida: a 24 anni, nel 1929, era libero docente di chimica generale, nel 1933 insegnava all’Università di Pisa, nel ’35 alla Sapienza di Roma e nel ’37 al Politecnico di Torino.

Nel 1938 fu chiamato proprio là dove aveva cominciato, al Politecnico di Milano, per dirigere l’Istituto di Chimica industriale. 
Fu una nomina importante, dal punto di vista accademico e soprattutto scientifico, perché Natta aveva già ottenuto risultati di grande rilevanza tecnologica negli anni seguenti; durante la Seconda Guerra Mondiale Natta si adoperò con processi innovativi per la produzione di gomma sintetica.

A partire dal 1947 Natta poté partecipare con nuove risorse alla ricostruzione dell’Italia. Aveva infatti stretto un importante rapporto con la Montecatini, la grande impresa chimica italiana che all’epoca stava sviluppando il settore degli idrocarburi e del petrolchimico.
“Il successo di Natta fu reso possibile dall’unione di due forze diverse. Da una parte vi era stata la disponibilità della Montecatini, e dall’altra Natta aveva dimostrato di essere in grado di organizzare con ricercatori di vaglia e strumenti di avanguardia un vero centro di eccellenza. Questa sinergia fra mondo accademico e mondo economico, così insolita nel panorama italiano, e la decennale esperienza di Natta come chimico industriale fecero sì che alla scoperta dei polimeri isotattici seguisse un duplice trionfo, scientifico ed economico, veramente impressionante”.
(Luigi Cerruti)

Moplen

Il rapporto con Montecatini gli diede la possibilità di costituire una scuola di eccellenza presso il Politecnico, che nel 1952 ospitò tra gli altri il chimico tedesco Karl Waldemar Ziegler, inventore di un catalizzatore in grado di sintetizzare il polietilene in condizioni blande. Partendo proprio da questa scoperta, Natta decise di studiare la polimerizzazione del propilene.

Nel marzo del 1953 a Milano furono sintetizzati i primi campioni di polipropilene isotattico. Il successo scientifico, industriale e commerciale del nuovo materiale fu immenso. Il premio Nobel arrivò a entrambi nel 1963. Solo un anno prima la produzione della Montecatini aveva raggiunto le 250mila tonnellate l’anno e la Rai trasmetteva il Carosello con il tormentone del comico Gino Bramieri che incitava il pubblico femminile: “e mo’ e mo’… Moplen!”.

Giulio Natta continuò a studiare e sperimentare per tutto il resto della sua vita.  Morì a Bergamo il 2 maggio 1979, lasciando al mondo un’eredità dal valore inestimabile.