I prodotti biotech per la salute stanno rivoluzionando il modo in cui ci curiamo. Era solo il 1982 quando la FDA (Food and Drug Administration) approvò il primo farmaco biotech: l’insulina umana per il trattamento del diabete. Oggi circa il 60% dei farmaci in sviluppo per il prossimo futuro nasce proprio da queste tecnologie.
Sempre più spesso, grazie alle biotecnologie, si parla di medicina personalizzata: non più modelli terapeutici rivolti a tutti i pazienti affetti dalla stessa patologia, ma cure rivolte a sottogruppi di pazienti, fino ad arrivare a prodotti preparati ad hoc per il singolo individuo.
Le tecnologie biotech svolgono un ruolo cruciale nella cura del paziente a partire dalla fase di diagnosi, prevenzione e prognosi delle patologie. La diagnostica molecolare permette di analizzare il DNA e individuare le patologie con grande precisione e in tempi rapidi. È come avere un “detective genetico” che scopre il problema alla radice. Un beneficio per i pazienti, ma anche per tutta l’economia: si usano meglio le risorse e si riducono i costi nella sanità pubblica.
Le biotecnologie non fanno bene solo alla salute, sono fondamentali anche per la bioeconomia, un modello che punta a usare al meglio le risorse naturali e a trasformare gli scarti in nuove opportunità.
Le principali applicazioni biotecnologiche nella bioeconomia sono in campo agricolo e industriale e ambientale. In agricoltura, queste tecnologie permettono di produrre di più consumando meno risorse, come acqua e suolo, e aiutano a proteggere la biodiversità. Rappresentano una risorsa importante per affrontare le sfide per la sicurezza alimentare e per una nutrizione adeguata dal punto di vista qualitativo e nutrizionale a livello globale.
Mentre in ambito industriale e ambientale, permettono di creare prodotti consumando meno risorse: richiedono un minor consumo di acqua e fonti fossili, creando meno rifiuti durante il proprio ciclo produttivo. Inoltre, molti di questi prodotti sono biodegradabili, quindi si smaltiscono più facilmente e generano meno rifiuti. Il risultato è un sistema produttivo più efficiente, ma anche più sostenibile per l’ambiente.
FONTI:
Assobiotec