La chimica è...

La chimica che dà sostanza al design

23 Aprile 2026

In questi giorni Milano torna a essere l’epicentro del pensiero progettuale grazie alla design week. Il cuore di questa riflessione collettiva batte anche tra i chiostri dell’Università degli Studi di Milano, dove la mostra-evento della testata Interni si interroga sul tema “MATERIAE”. Si tratta di una vera e propria indagine sulla sostanza di cui è fatto il nostro mondo. Interni, da decenni, non si limita a mostrare il design, ma ne definisce l’orizzonte culturale, trasformando lo spazio storico della Statale in un laboratorio dove l’architettura incontra le sfide del futuro.

 

In questo scenario, la chimica emerge come interlocutore silenzioso e indispensabile. Spesso definita l’industria delle industrie, rappresenta la radice profonda del settore manifatturiero, a cui trasferisce l’innovazione necessaria per dare corpo alle idee. Non è un caso che si trovi dietro quasi ogni oggetto che tocchiamo o utilizziamo quotidianamente, circa il 95% dei manufatti che compongono il nostro orizzonte domestico e urbano.


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TEMI

ricerca e innovazione
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L'ecodesign

Oggi la creatività del designer si avvale di una competenza tecnica sempre più profonda, che permette di esplorare le reali prestazioni dei materiali già nelle prime fasi del progetto. La bellezza che ammiriamo tra le installazioni di Interni è, infatti, sempre più spesso il risultato dell’ecodesign: una disciplina del pensiero che immagina l’intero ciclo di vita di un’opera fin dal suo primo bozzetto.

 

In questa visione, la chimica interviene per ridurre l’impronta ambientale, permettendo di concepire oggetti che non sono solo destinati a durare, ma che portano in sé le possibilità di riutilizzo e di rigenerazione futura.

L'economia circolare

È qui che il design incontra la filosofia dell’economia circolare, trasformando il concetto di risorsa in un valore che permane il più a lungo possibile nel sistema economico. Attraverso lo studio dei polimeri e dei nuovi trattamenti materici, l’industria chimica permette che il valore di un materiale sia preservato e rinnovato, evitando che l’opera finisca la sua corsa come scarto.

 

Per la design week questa transizione ecologica non è un’idea distante, ma una realtà che si può toccare con mano. Ne è un esempio l’installazione House of Polpa, un’architettura costruita con circa 20mila lattine di polpa di pomodoro, concepita per essere progressivamente smontata e riportata nelle cucine delle persone, prolungando la vita dell’installazione oltre il tempo dell’evento. L’installazione è anche un manifesto di circolarità: il pavimento è realizzato con una resina contenente bucce di pomodoro essiccate provenienti dagli scarti della lavorazione estiva, trasformate chimicamente in un nuovo materiale architettonico.

Materia nobile

Osservando le opere di “MATERIAE”, si percepisce quanto il pensiero scientifico sia in verità un approccio culturale. La chimica sostiene questa evoluzione, agendo come un pilastro che connette lo sviluppo economico alla responsabilità ambientale. Ogni superficie innovativa, ogni struttura leggera e resistente che popola i chiostri della Statale è una testimonianza di come la scienza sia l’ingrediente che nobilita la materia.

Fonti:

Fuori salone