Forse non sai

Chimica di tutti i giorni

Biotecnologie, cosa sono?

23 maggio 2022

Le biotecnologie, che ruotano intorno a cellule e molecole semplici e complesse, sono profondamente legate alla chimica. Sapete cosa sono?
Dare una definizione e spiegare i tanti ambiti in cui vengono applicate non è semplice, ma ecco un po’ di informazioni utili per chi vuol capire questo mondo così affascinante. Le biotech sono quell’insieme di tecnologie che utilizzano organismi viventi, come batteri, lieviti, cellule vegetali e animali o parti di essi per sviluppare prodotti e processi a livello industriale e scientifico. Definite nel 2009 dalla Comunità Europea “Key Enabling Technology”, tecnologie abilitanti fondamentali, rappresentano un’occasione importante di innovazione di processi, beni e servizi per molti comparti industriali.

Infatti, proprio come la chimica, anche le biotecnologie hanno un forte carattere interdisciplinare; i settori di applicazione sono vastissimi: dall’ambito medico, con lo sviluppo di antibiotici e vaccini, passando per la produzione di combustibili e le fermentazioni in campo alimentare fino ad arrivare addirittura all’economia!


9 min






Forse non sai

Chimica di tutti i giorni

Biotecnologie, cosa sono?

23 maggio 2022


Le biotecnologie, che ruotano intorno a cellule e molecole semplici e complesse, sono profondamente legate alla chimica. Sapete cosa sono?
Dare una definizione e spiegare i tanti ambiti in cui vengono applicate non è semplice, ma ecco un po’ di informazioni utili per chi vuol capire questo mondo così affascinante. Le biotech sono quell’insieme di tecnologie che utilizzano organismi viventi, come batteri, lieviti, cellule vegetali e animali o parti di essi per sviluppare prodotti e processi a livello industriale e scientifico. Definite nel 2009 dalla Comunità Europea “Key Enabling Technology”, tecnologie abilitanti fondamentali, rappresentano un’occasione importante di innovazione di processi, beni e servizi per molti comparti industriali.

Infatti, proprio come la chimica, anche le biotecnologie hanno un forte carattere interdisciplinare; i settori di applicazione sono vastissimi: dall’ambito medico, con lo sviluppo di antibiotici e vaccini, passando per la produzione di combustibili e le fermentazioni in campo alimentare fino ad arrivare addirittura all’economia!


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Un incontro tra passato e futuro

A differenza di quanto si pensi, le biotecnologie hanno una storia antichissima. Già al tempo dei sumeri e babilonesi, nel 6000 a.C. si consumava la birra, prodotto biotech per eccellenza, e nel 4000 a.C. gli Egizi mangiavano pane lievitato. Ma solo dopo il 1856 con Louis Pasteur si cominciò a comprendere le capacità di alcuni microrganismi di causare processi di fermentazione.
Nel XIX secolo l’etanolo, l’acido acetico o l’acetone venivano prodotti mediante processi di fermentazione microbica: un utilizzo ancora grossolano, ma efficace.
Sono solo alcuni esempi che dimostrano quanto le biotecnologie, nonostante il loro nome ci faccia pensare a studi recenti e moderni, rappresentano in realtà uno strumento antichissimo, che con il tempo si è evoluto incontrando tantissimi diversi settori e applicazioni.

Una palette di biotecnologie

Una curiosità: le sue applicazioni tecnologiche si possono suddividere in colori!
È un modo che i ricercatori hanno trovato per distinguerle e categorizzarle in base ai settori a cui si riferiscono.

 

Il rosso
Indica le biotecnologie che vengono impiegate nel vastissimo ambito della salute umana, partendo dalla produzione di biofarmaci, passando per la medicina personalizzata e di precisione, la diagnostica, fino ai vaccini e alle terapie geniche.
Le biotecnologie rosse sono state decisive nella produzione dell’insulina. In passato infatti veniva utilizzata l’insulina di origine animale, ricavata dal pancreas dei maiali: era molto costosa e non identica a quella umana, per cui spesso rigettata dai pazienti diabetici. Oggi invece è possibile produrre un’insulina identica a quella umana!
Niente più problemi di rigetto, costi molto più bassi e qualità della vita migliore!

 

Il bianco
Per i cicli di produzione industriale si è scelto di colorare le biotecnologie di bianco: sono anche dette ‘the third wave of biotechnology’ (dopo quelle farmaceutiche ed agricole) e la loro applicazione è finalizzata alla progettazione di processi e prodotti che abbiano un impatto minore in termini di costi di produzione, di emissioni e di scarti inquinanti. Le troviamo applicate, ad esempio, all’industria automobilistica, della plastica, tessile, cartaria e farmaceutica.

 

Il grigio
Un ambito poco conosciuto ma senza dubbio fondamentale è quello delle cosiddette “biotecnologie grigie”. Queste permettono una vera e propria bonifica ambientale di aree contaminate o inquinate, attraverso l’utilizzo di esseri viventi o parte di essi. Gli obiettivi di questa branca sono proiettati verso il futuro: aiutare a preservare e salvaguardare gli ecosistemi e a rispettare uno sviluppo sostenibile.

 

Il blu
Il blu è per eccellenza il colore del mare ed è proprio qui che si concentrano le biotecnologie che studiano la biodiversità marina e gli organismi acquatici per la creazione di nuovi prodotti sostenibili, che preservino la natura e migliorino la vita dell’uomo.

 

Il verde
Natura e agricoltura: quale colore migliore se non il verde? Queste biotecnologie vengono applicate per la creazione, ad esempio, di nuove varietà di piante o la modificazione di quelle esistenti per migliorarle e renderle più redditizie e sostenibili. Oppure per la produzione degli alimenti come i probiotici, cioè microrganismi vivi che hanno dimostrate capacità di influire positivamente su una o più funzioni fisiologiche. Conosci la differenza tra prebiotici e probiotici? Ne avevamo parlato qui.
Per quanto antica, questa scienza rappresenta oggi il presente: un campo sconfinato e affascinante che ha lo sguardo fisso sul futuro.

Per saperne di più:

  • Assobiotec
  • “50 grandi idee – biotecnologie” di Stefano Bertacchi, 2021, edizioni Dedalo