Falsi miti

Chimica inside

“Agrofarmaci zero”… ma è davvero possibile??

21 maggio 2020

L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO) ha decretato il 2020 Anno Internazionale della Salute delle Piante, con lo scopo di  aumentare la consapevolezza globale su come proteggere la salute delle piante possa aiutare a porre fine alla fame, ridurre la povertà, tutelare l’ambiente e dare impulso allo sviluppo economico.


3 min






Falsi miti

Chimica inside

“Agrofarmaci zero”… ma è davvero possibile??

21 maggio 2020


L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO) ha decretato il 2020 Anno Internazionale della Salute delle Piante, con lo scopo di  aumentare la consapevolezza globale su come proteggere la salute delle piante possa aiutare a porre fine alla fame, ridurre la povertà, tutelare l’ambiente e dare impulso allo sviluppo economico.


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La salute delle piante

Le piante costituiscono l’80% del cibo che mangiamo e producono il 98% dell’ossigeno che respiriamo, tuttavia sono esposte alla costante e crescente minaccia di malattie e parassiti.
Ogni anno fino al 40% delle coltivazioni mondiali viene distrutto da malattie e parassiti, con milioni di persone ridotte alla fame e gravissimi danni all’agricoltura (la principale fonte di reddito per le comunità rurali più povere) e ingenti perdite commerciali. Per questo motivo le politiche e gli interventi per promuovere la salute delle piante sono fondamentali per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile.

Agrofarmaci

Per combattere e preservare le colture esistono gli agrofarmaci, sostanze di origine chimica o biologica che controllano gli insetti, le malattie e le malerbe su piante, frutta e verdura.

Eppure spesso se ne mette in discussione la reale utilità, chiedendosi se davvero siano così indispensabili.

Uno scenario senza agrofarmaci

Per rispondere a questi dubbi, ecco qualche esempio su cui riflettere: non utilizzare gli agrofarmaci provocherebbe un calo nella produzione delle mele in Italia del 67%, del grano tenero del 57%, del pomodoro da industria dell’81%, del riso dell’84%, del mais dell’87%. 

Dati che evidenziano le reali conseguenze che si abbatterebbero non soltanto sulla salute dell’uomo e degli animali, ma anche sulla produzione agricola e sull’andamento dell’economia. Uno scenario con “zero agrofarmaci” condurrebbe ad una sensibile riduzione dell’offerta dei prodotti nazionali, che verrebbero sostituiti con prodotti di importazione. Senza contare l’aumento dei costi per i produttori e, di conseguenza, per i consumatori.
Fare filiera contro i pregiudizi e i falsi miti che riguardano l’utilizzo degli agrofarmaci è fondamentale per garantire coltivazioni sicure e di qualità.

Fonte: rapporto curato da Vsafe (Sustainable Value, spin-off dell’Università Cattolica del Sacro Cuore)

Gli agrofarmaci possono contribuire a garantire cibo abbondante per tutti, scopriamo come!