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25 ottobre 2021

Otto Hahn e il dramma atomico

«Eravamo giovani, felici e spensierati – forse politicamente troppo spensierati» disse un giorno Lise Meitner, collaboratrice di Otto Hahn dal 1907 al 1937, per riassumere l’approccio dei due chimici alla vita. E in effetti Otto spensierato lo era sempre stato, fin da giovanissimo.

Nato nel 1879 a Francoforte in una famiglia agiata, studiò chimica all’Università di Marburgo dove conseguì il dottorato, nonostante la sua partecipazione attiva alla vita goliardica della confraternita (confessò egli stesso che la domenica mattina lo si doveva 'tirare fuori da sotto a un tavolo'). Nel 1904 si trasferì a Londra e conobbe il chimico William Ramsay, che al loro primo incontro disse in tono perentorio: «Tu lavorerai sulla radioattività». E così fu! L’inizio della sua svolta interiore coincise con l’inasprirsi del regime nazista. La sua compagna di laboratorio, Lise Meitner, ebrea, fu costretta a emigrare a seguito delle leggi razziali del ’38. L’episodio ebbe un grande impatto su Otto che, con il peggiorare della situazione, iniziò ad assumere apertamente posizioni molto critiche verso il partito e a prodigarsi per proteggere i suoi colleghi vittime delle persecuzioni in atto.

Alla fine degli anni ’30 condusse numerosi importanti esperimenti di fisica nucleare, in collaborazione con Fritz Strassmann, e ricevette il premio Nobel per la chimica nel 1944. Gli esperimenti di Hahn e Strassmann, basati sui lavori realizzati dal gruppo di Enrico Fermi a Roma, portarono alla dimostrazione della possibilità di spezzare i nuclei di uranio in due grossi frammenti (fissione nucleare) e diedero avvio alle ricerche che avrebbero portato allo sfruttamento dell'energia nucleare.

Poi, il tragico evento: il 6 agosto 1945 l'aeronautica militare statunitense sganciò la bomba atomica Little Boy sulla città di Hiroshima. La deflagrazione fu devastante, come il senso di colpa che colpì Otto nell’apprendere la notizia: anche se non fu mai coinvolto in ricerche militari, era stato proprio lui a scoprirne il processo alla base del funzionamento. Prese una decisa posizione contro l’uso militare dell’energia nucleare, che vedeva come un abuso delle sue scoperte scientifiche e come un crimine, e per questo fu proposto varie volte per il Nobel per la Pace.

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