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08 ottobre 2020

Sintomi influenzali, come riconoscerli e curarli

“Winter is coming”, per citare una celebre serie tv: l’inverno è alle porte e, con il clima che si fa più rigido, cresce anche il rischio di andare incontro alle classiche infezioni virali di stagione. Il calo delle temperature favorisce la diffusione dei tanti virus che possono provocare mal di gola, raffreddore, tosse e qualche linea di febbre.

Quest’anno poi si aggiunge il timore di non saper distinguere la semplice influenza stagionale dai sintomi da Covid-19, nonostante i virus siano diversi tra loro.
I sintomi che caratterizzano l’influenza stagionale e il Covid-19 sono effettivamente molto simili, per questo l’unico modo certo per fare una diagnosi differenziale è quello di eseguire il tampone.
È bene ricordare che l’influenza con cui abbiamo a che fare tutti gli anni presenta sempre le stesse caratteristiche: febbre oltre i 38°C, presenza di almeno un sintomo sistemico (dolori muscolari/articolari) e di un sintomo respiratorio (tosse, naso che cola, congestione/secrezione nasale, mal di gola). La momentanea perdita o diminuzione dell’olfatto (anosmia o iposmia) e la perdita o alterazione del gusto (ageusia o disgeusia) sono invece tipici del Covid-19.

In caso di febbre, quindi, che fare? In primis, comportarsi responsabilmente: rimanere in casa se si manifestano i sintomi e isolarsi dagli altri, non andare al Pronto Soccorso né presso gli studi medici, ma chiamare al telefono il medico di famiglia, la guardia medica o i numeri verdi regionali o di pubblica utilità (1500).

Solo dopo aver consultato il proprio medico o il farmacista è possibile ricorrere ai farmaci di automedicazione, che rappresentano la miglior difesa per contrastare i primi sintomi dell'influenza. Tra i più utilizzati ci sono: gli antistaminici, contro gocciolamento nasale, starnuti, e congiuntivite; i decongestionanti (contenuti negli spray nasali) contro il naso chiuso; i collutori o le pastiglie ad azione antisettica contro il mal di gola; i sedativi, i fluidificanti e i mucolitici contro la tosse; gli antinfiammatori e gli antipiretici contro dolori e febbre. Da evitare invece l’assunzione di antibiotici, che devono sempre essere prescritti dal medico dopo attenta valutazione e non vanno mai assunti all’insorgere dei sintomi.

Per quanto riguarda il vaccino antinfluenzale, una ricerca condotta da Assosalute, Associazione di Federchimica che a livello nazionale rappresenta i produttori di farmaci di automedicazione, condotta in collaborazione con il Prof. Fabrizio Pregliasco (Virologo e Direttore sanitario I.R.C.C.S. Istituto Ortopedico Galeazzi) e il Dott. Claudio Cricelli (Presidente SIMG – Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie) riporta per quest'anno un possibile aumento della domanda rispetto al 2019 del 160%. Saranno infatti previste 6-7 milioni di dosi in più rispetto allo scorso anno, proprio perché la copertura da raggiungere è molto più alta. La campagna vaccinale andrà avanti anche a novembre e dicembre, con la cosiddetta "vaccinazione tardiva", che ha la stessa efficacia del vaccino fatto a inizio stagione. La vaccinazione è un’opportunità per tutti, ma si fa chiaramente più importante se l’età è avanzata o sono presenti patologie pregresse, oltre che in caso di gravidanza. Quest’anno è davvero importante vaccinarsi, per permettere ai medici di effettuare la cosiddetta diagnosi differenziale.

Ricordatevi che, anche se ci si sottopone al vaccino antinfluenzale, è possibile che uno dei sintomi parainfluenzali si presenti ugualmente, ma non per questo bisogna pensare subito che si tratti di Covid-19: parlare con il proprio medico vi aiuterà a comportarvi nel modo più corretto e sicuro per voi stessi e per chi vi circonda.
 

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