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22 giugno 2020

Rosalind Franklin, la storia di una eroina mancata

#Chemicalhistory, una rubrica dedicata ai personaggi, alle intuizioni e alle scoperte che hanno fatto la storia della chimica, dalle origini fino ai giorni nostri.

Dietro alla più grande scoperta nella storia della biologia non ci sono solo uomini.
In tutti i libri di scuola si legge che la struttura del DNA sia stata identificata dagli scienziati Francis Crick e James Watson: in realtà, dietro alla ricerca sulla molecola della vita c’è una donna: Rosalind Franklin. Fu proprio la chimica britannica a condurre tutti gli esperimenti che hanno permesso di fotografare ai raggi X la struttura del DNA,  la cui interpretazione ha consentito poi di individuarne la struttura tridimensionale.

Rosalind Franklin realizzò gran parte delle sue ricerche al King's College di Londra, in un ambiente fortemente misogino, circondata da colleghi che non vedevano di buon occhio il suo lavoro. Tuttavia Rosalind non si diede mai per vinta. A 33 anni, con l'aiuto dello specializzando Raymond Gosling, scattò la celebre Foto 51: un’immagine di diffrazione a raggi X di un filamento di DNA, il polimero da cui dipende la trasmissione delle informazioni che controllano lo sviluppo di ogni organismo. 

Crick e Watson, concentrati sui suoi stessi studi, utilizzarono i dati da lei ottenuti per formulare l'ipotesi riguardante la struttura del DNA e per questa eccezionale scoperta ottennero il premio Nobel per la medicina nel 1962. I meriti della scienziata inglese vennero resi noti soltanto nel 1968 a seguito della pubblicazione del libro di Watson "La doppia elica", in cui lo scienziato descrisse la vera storia della scoperta della struttura dell'acido nucleico.

Le difficoltà che Rosalind Franklin dovette affrontare nella sua breve vita (morì a soli 37 anni) l'hanno resa una vera e propria icona nel mondo scientifico femminile, "l'eroina mancata" della scoperta del DNA. I suoi meriti sul lavoro, il suo forte spirito di indipendenza e la sua indiscutibile intelligenza (“alarming clever”, paurosamente intelligente, la definiva sua zia Helen) sono stati riconosciuti dalle generazioni successive tanto da inserirla fra le donne che hanno cambiato il mondo della scienza.
 

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