La chimica è...

Che storia

Stanislao Cannizzaro, il chimico patriota

27 luglio 2020

#Chemicalhistory, una rubrica dedicata ai personaggi, alle intuizioni e alle scoperte che hanno fatto la storia della chimica, dalle origini fino ai giorni nostri.
Per la nascita del Regno d’Italia abbiamo una data precisa: 17 marzo 1861.
Più complesso è invece stabilire quando germogliò l’idea di identità nazionale italiana. Fu compito degli intellettuali risorgimentali costruire i miti e le narrazioni relative all’idea di nazione. Un contributo importante arrivò in quegli anni anche dal mondo scientifico.

Durante il periodo della Restaurazione, nonostante la carenza di mezzi e le scarse risorse finanziarie, i chimici italiani apportarono importanti contributi teorici e produssero notevoli lavori sperimentali.


3 min






La chimica è...

Che storia

Stanislao Cannizzaro, il chimico patriota

27 luglio 2020


#Chemicalhistory, una rubrica dedicata ai personaggi, alle intuizioni e alle scoperte che hanno fatto la storia della chimica, dalle origini fino ai giorni nostri.
Per la nascita del Regno d’Italia abbiamo una data precisa: 17 marzo 1861.
Più complesso è invece stabilire quando germogliò l’idea di identità nazionale italiana. Fu compito degli intellettuali risorgimentali costruire i miti e le narrazioni relative all’idea di nazione. Un contributo importante arrivò in quegli anni anche dal mondo scientifico.

Durante il periodo della Restaurazione, nonostante la carenza di mezzi e le scarse risorse finanziarie, i chimici italiani apportarono importanti contributi teorici e produssero notevoli lavori sperimentali.


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Dagli studi in chimica ai moti siciliani

Un posto d’onore in questa delicata fase storica spetta a Stanislao Cannizzaro, chimico e patriota italiano. Approdò alla chimica dopo essersi dedicato agli studi di medicina (senza mai laurearsi) e nel 1845 divenne assistente a Pisa di Raffaele Piria, professore di chimica e politico. Nel 1848 Cannizzaro prese parte ai moti siciliani, conquistando la fiducia del Governo rivoluzionario che, in quello stesso anno, lo inviò a Taormina per raccogliere forze cittadine contro l’avanzata delle truppe borboniche. La rivoluzione siciliana fu però repressa e Cannizzaro fu costretto a scappare in Francia, dove trovò lavoro nel laboratorio del celebre chimico M.E. Chevreul, contribuendo alla preparazione della cianammide.

I pesi atomici degli elementi

Quando fu proclamata la nascita del Regno d’Italia tornò in patria, dando inizio ad un periodo molto intenso dal punto di vista scientifico: fu chiamato ad insegnare chimica all’Università di Genova e nel 1858 affrontò il problema della determinazione dei pesi atomici degli elementi, una spinosa questione su cui i chimici discutevano da decenni. Cannizzaro riuscì a stabilire i valori reali dei pesi atomici di elementi importanti, dall’ossigeno al carbonio, dal ferro al mercurio.

L'influenza internazionale

La fama internazionale del chimico italiano crebbe ancora nel 1860 quando, a un congresso che si tenne in Germania a Karlsruhe, convinse gli esponenti più importanti della chimica europea della correttezza delle sue idee. Fra gli scienziati presenti al congresso c’erano anche il tedesco Lothar Meyer e il russo Dmitrij Mendeleev, che alcuni anni dopo giunsero a formulare una delle più importanti scoperte chimiche (in modo indipendente l’uno dall’altro) utilizzando proprio i pesi atomici calcolati da Cannizzaro: il sistema periodico degli elementi.