La chimica è...

Chimica per il futuro

Nuovi materiali per tutori all’avanguardia!

31 gennaio 2022

Chiunque abbia avuto a che fare con l’inconveniente di una frattura conosce le spiacevoli complicazioni di un’ingessatura.
Per fortuna nell’ultimo ventennio numerosi studi in ambito ortopedico hanno portato all’applicazione di tutori in materiali innovativi, anche detti ortesi o splint, validi strumenti per la contenzione degli arti, superiori o inferiori.








La chimica è...

Nuovi materiali per tutori all’avanguardia!





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Lo scopo

Così come il gesso tradizionale, anche il tutore ha lo scopo di proteggere e mettere a riposo una o più articolazioni infiammate, immobilizzare tessuti lesionati in fase di guarigione come lussazioni o distorsioni, correggere e prevenire deformità di patologie degenerative come artrosi, artriti e impedire movimenti indesiderati. La differenza, però, è che gli splint sono leggeri, lavabili e facilmente rimovibili e consentono di mantenere e migliorare i risultati ottenuti nella fase di riabilitazione. Presentano notevoli vantaggi sia per il paziente sia per il terapista ed evitano alcune complicanze, come ad esempio la perdita della forza muscolare.

I materiali

Di che materiali sono fatti i tutori?
Parliamo principalmente di materiali compositi, come poliarammidi e carbonio. In generale, permettono rigidità rimanendo leggeri e confortevoli per chi li indossa. Ogni situazione è differente e per questo la scelta si fa in base alle peculiarità di ciascuno.
I poliaramidi fanno parte della famiglia dei termoplastici. Hanno un’alta resistenza alla fatica, all’urto, all’usura e alle flessioni ripetute. I tutori che utilizzano questo materiale solitamente sono ausili per il supporto alla deambulazione con una struttura rigida. Una volta concluso il loro ciclo di utilizzo, possono essere completamente riciclati: grazie ad percorso di polimerizzazione è possibile creare nuova materia prima.
Un altro materiale ampiamente utilizzato in ambito ortopedico è il carbonio, indicato a oggi come la soluzione in grado di combinare nel modo migliore robustezza e leggerezza. Il metodo di lavorazione del carbonio più all’avanguardia prevede l’utilizzo di lastre termoformabili molto sottili ma resistenti come quelle più spesse. Su queste è possibile disegnare la forma che si desidera e in seguito ritagliarla come su un foglio di carta.
Il suo punto di forza sta nel poter creare facilmente punti di maggior spessore e resistenza attraverso la fusione a caldo. Grazie a questa tecnica si riduce al minimo lo spreco di materiale: ogni ritaglio e pezzo scartato può essere riutilizzato fondendolo per creare un punto di resistenza.
Intendiamoci: fratturarsi un arto resterà sempre un’esperienza quantomeno spiacevole, ma almeno, grazie alla ricerca sui nuovi materiali, la guarigione sarà sempre meno penosa!