La chimica è...

Chimica e professioni

Lavorare in un laboratorio chimico

18 dicembre 2023

In questi mesi abbiamo visto quanti lavori si possono svolgere con una laurea in discipline chimiche, molti di più di quanti ci si aspetterebbe, ma parallelamente a questi ruoli – forse – poco conosciuti, non bisogna dimenticare il “classico” lavoro di laboratorio.

Chi all’Università ha realizzato una tesi sperimentale all’interno di un laboratorio di ricerca ha sicuramente intuito quanto questo lavoro sia fatto di tentativi, alcuni a vuoto o andati male, cui però devono seguire nuove prove, per riconsiderare la strada da percorrere, cambiando reagente oppure metodica. Un rimettersi in gioco quotidiano, quando i risultati attesi o sperati faticano ad arrivare.


7 min






La chimica è...

Chimica e professioni

Lavorare in un laboratorio chimico

18 dicembre 2023


In questi mesi abbiamo visto quanti lavori si possono svolgere con una laurea in discipline chimiche, molti di più di quanti ci si aspetterebbe, ma parallelamente a questi ruoli – forse – poco conosciuti, non bisogna dimenticare il “classico” lavoro di laboratorio.

Chi all’Università ha realizzato una tesi sperimentale all’interno di un laboratorio di ricerca ha sicuramente intuito quanto questo lavoro sia fatto di tentativi, alcuni a vuoto o andati male, cui però devono seguire nuove prove, per riconsiderare la strada da percorrere, cambiando reagente oppure metodica. Un rimettersi in gioco quotidiano, quando i risultati attesi o sperati faticano ad arrivare.


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TEMI

ricerca e innovazione
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Cosa si fa in laboratorio?

Gli ambiti possono essere infiniti ma tentiamo una semplificazione.

 

Chi lavora in centri di ricerca universitari/pubblici, opera per progetti e, il più delle volte, fa parte di un gruppo di ricerca, realizza gran parte della sua attività in laboratorio, viaggia per convegni o eventi internazionali dove presenta i propri risultati. Per questo motivo è sempre utile mantenere relazioni esterne al proprio laboratorio (con altre Università e centri di eccellenza), per favorire scambi scientifici in merito alle prospettive di sviluppo dei propri studi e campi di interesse.

 

Chi lavora in azienda può operare nell’area ricerca e sviluppo, immaginando e realizzando nuovi prodotti, ottimizzando le formulazioni in funzione delle condizioni operative delle linee produttive; mentre chi lavora nell’area qualità analizza i lotti produttivi, controlla le materie prime in entrata fino alla validazione del prodotto finale. L’aspetto affascinante di questo lavoro è il poter conoscere un prodotto dalla sua ideazione, formulazione, analisi, accompagnarlo nella sua messa in commercio, arrivando anche al suo miglioramento e restyling. Le attività di laboratorio da scoprire non finiscono qui, sta a voi immergervi in questo affascinante mondo e scoprire quella che fa più per voi.

 

In azienda, i chimici ricercatori sono a stretto contatto con l’area produzione per svolgere prove pratiche e sperimentazioni sugli impianti; con l’area marketing per individuare gli articoli più ricercati sul mercato e per creare il “prodotto perfetto”; con l’area ingegneria e progettazione per lo sviluppo di progetti di modifica degli impianti o per la costruzione di nuovi.

 

Chi lavora in laboratorio deve naturalmente anche conoscere e rispettare la normativa in materia di sicurezza sul lavoro, utilizzando correttamente gli appositi dispositivi di protezione individuale, oltre a usare e conservare con cura le apparecchiature.

Quali skills per lavorare in laboratorio?

La vita di laboratorio richiede accuratezza e precisione per cercare di minimizzare gli errori, porre costante attenzione alla qualità e controllare i risultati del proprio lavoro.
Di fronte a eventuali problemi è necessario saper ricercare soluzioni originali ed efficaci, non temere di sbagliare ma piuttosto vivere l’errore come un’occasione di miglioramento e apprendimento.

 

Quindi, il chimico in laboratorio deve anche saper essere creativo, pur nei limiti imposti dalla sicurezza e dalla giusta cautela.
Sapersi adattare al contesto lavorativo, ma anche ai cambiamenti e alle emergenze, lavorare a volte anche sotto pressione e con diverse persone o gruppi, essere aperti a nuovi approcci e a idee innovative, saper individuare e cogliere le opportunità.

Quale formazione?

La formazione richiesta, a seconda dei livelli di responsabilità, è un diploma di perito chimico, o una Laurea Magistrale in Chimica o Chimica Industriale, ma anche in Ingegneria Chimica indirizzo materiali e, per posizioni più specifiche, può essere sicuramente utile un dottorato di ricerca.

 

Per saperne di più visita il sito di Federchimica dedicato a scuola, orientamento e formazione.

 

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