La chimica è...

Consiglio libroso

“Il pollo di Marconi, e altri 110 scherzi scientifici” di Vito Tartamella

1 Aprile 2026

Con Il pollo di Marconi, e altri 110 scherzi scientifici” Vito Tartamella, filosofo e giornalista scientifico, firma una raccolta divertente quanto istruttiva. Il punto di partenza è una domanda spiazzante: avete mai sentito la storia di Marconi che resuscita un pollo spennato? O di quando la BBC annunciò una diminuzione della gravità terrestre? O ancora, degli astronauti che portarono un gorilla sulla Stazione Spaziale Internazionale?

 

La risposta istintiva sarebbe: ma sono tutte bufale! E invece no. O meglio: sì, ma sono scherzi autentici, orchestrati da scienziati in carne e ossa, spesso con obiettivi tutt’altro che superficiali.


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La chimica è...


“Il pollo di Marconi, e altri 110 scherzi scientifici” di Vito Tartamella





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TEMI

ricerca e innovazione
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110 scherzi per raccontare la scienza

Con 110 episodi provenienti dai più diversi ambiti disciplinari — fisica, zoologia, astronomia, informatica — viene offerto al lettore un punto di vista alternativo agli stereotipi seriosi di solito connessi alla Scienza.

 

Il libro non si limita a elencare casi curiosi o a smontare singole fake news. L’autore entra nei meccanismi cognitivi e comunicativi che rendono credibili le pseudoscienze: bias di conferma, uso improprio dell’argomento d’autorità, selezione parziale dei dati (cherry picking), incomprensione del metodo scientifico. L’analisi è rigorosa ma esposta in linguaggio accessibile ed esempi concreti che ci aiutano a riconoscere schemi ricorrenti.

 

Si va dai classici pesci d’aprile — articoli fasulli pubblicati con perfetta serietà, esperimenti assurdi descritti con rigore metodologico, annunci clamorosi poi smentiti — fino a performance pubbliche che hanno beffato centinaia di spettatori. Sono racconti brevi, scorrevoli, ideali anche per una lettura “a episodi”, con una leggerezza che però invita a riflessioni profonde, andando oltre la risata.

Perché scherzare nel mondo della scienza?

L’idea di fondo è semplice ma potente: l’ironia può essere uno strumento epistemologico. La scienza è spesso percepita come un ambito rigido, popolato da figure austere e rigorose: qui, invece dei camici bianchi in laboratori asettici, incontriamo ricercatori capaci di ironia, creatività e perfino teatralità  messa in scena con sapiente umorismo.

 

Alcune storie sono palesemente assurde — come l’annuncio di aver scoperto la “Forza” di Star Wars al CERN o l’esposizione museale del jet invisibile di Wonder Woman — e durano lo spazio di una risata. Altre, invece, hanno una finalità più sottile: mettere in luce la rapidità con cui diamo credito a un’informazione priva di evidenze, purché confezionata con linguaggio tecnico che le conferisce apparente autorevolezza.

 

In questo senso, lo scherzo diventa un esperimento sociale: misura la nostra vulnerabilità alle fake news meglio di una lezione teorica sul pensiero critico.

Lo scherzo come trappola (e come test)

Una parte particolarmente interessante riguarda gli scherzi-trappola. In alcuni casi, finti studi scientifici sono stati inviati a riviste apparentemente autorevoli e accettati senza adeguata revisione. È bastato un linguaggio specialistico e una firma plausibile per superare i controlli che avrebbero dovuto essere rigorosi. Le successive smentite hanno messo in imbarazzo più di un “dispensatore di pseudoscienza”, dimostrando quanto sottile sia il confine tra autorevolezza reale e apparente. Non sempre, peraltro, le rettifiche hanno avuto la stessa risonanza della notizia iniziale: una dinamica tipica della disinformazione.

Guardare la scienza con occhi diversi

Questi 110 episodi non ridicolizzano la scienza: al contrario, la potenziano, mostrando come il metodo scientifico non coincida con l’infallibilità, ma con la verifica, la replicabilità e la capacità di correggersi. E ricordando che l’analisi critica deve valere sempre, anche quando l’informazione sembra arrivare da fonti autorevoli.

 

Tartamella costruisce così una raccolta che diverte, ma allo stesso tempo educa, insegnandoci a distinguere uno scherzo da una fake news e una provocazione intellettuale da una manipolazione.

A chi è consigliato questo libro?

A chi vuole vedere la scienza da una prospettiva meno “ingessata” e più umana. A studenti, insegnanti e divulgatori interessati a strumenti originali per parlare di metodo scientifico e disinformazione. A lettori curiosi che desiderano imparare qualcosa di nuovo con il sorriso sulle labbra.

 

E, perché no, anche agli scienziati in cerca di ispirazione: perché talvolta un buono scherzo può essere più istruttivo di molte conferenze!