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Fuochi fatui, spiriti fatti di… chimica!

31 ottobre 2023

È Halloween, il clima di mistero ci circonda, la luce si allontana e le ombre crescono terrificando i più timorosi. Ma è anche la notte preferita per gli appassionati di miti e leggende spaventose e quale vero esperto di misticismo non ha sentito parlare dei fuochi fatui? Sinistre fiamme e luci che infestano i cimiteri danzando sulle tombe, spiriti dei morti in cerca dell’aldilà, anime inquiete venute a perseguitarci… insomma il terrore di chi ha la fobia del sovrannaturale!! E se vi dicessimo che dietro questo intrigante mistero si cela… la chimica?


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Fuochi fatui, spiriti fatti di… chimica!





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MITI DI TUTTO IL MONDO

Storie sinistre su misteriose luci inquietanti risalgono ai tempi antichi e sono diffuse in diverse parti del mondo con vari significati positivi e negativi. Nell’antico Egitto si credeva fossero le anime di uomini virtuosi che risplendevano nella luce divina. Nel mondo anglosassone sono invece associati alla leggenda di Jack-o’-lantern, il malvagio fabbro rifiutato dal Paradiso e cacciato dall’Inferno, costretto dal diavolo in persona a errare per l’eternità con nient’altro che un carbone ardente a riscaldarlo.

 

In Giappone si hanno entrambe le concezioni poiché si credeva in due diversi tipi di fuochi: gli Hitodama, innocui spiriti di persone da poco defunte e gli Onibi, spiriti demoniaci di origine non umana volti a condurre le loro vittime nell’oscurità. Anche nelle nostre Alpi non mancano racconti di fuochi erranti, spesso identificati come anime dannate e portatrici di malattie.

LA SCIENZA DIETRO IL SOVRANNATURALE

Ma qual è la spiegazione scientifica dietro un fenomeno così diffuso e documentato? La ricerca di una risposta ha coinvolto uomini di scienza fin dai tempi più antichi: si pensava fossero dei semplici fenomeni ottici o persino delle innocue lucciole, ma è solo con lo sviluppo della chimica moderna del Settecento che compaiono le prime ipotesi puramente scientifiche. Queste associano le sinistre apparizioni ai gas generati nel sottosuolo a ciò che accade tipicamente nei cimiteri: la decomposizione di materiale organico! Il principale di questi gas è il metano, facilmente infiammabile, unito alla fosfina, un gas velenoso che anche in piccole quantità può incendiarsi a contatto con l’aria, fungendo da innesco chimico per il metano.

 

Un’altra ipotesi, più in linea con le testimonianze che descrivono i fuochi fatui sottoforma di luci fredde o nebbie luminose, è che sia la fosfina stessa a diventare luminescente a contatto con l’aria, come dimostrato da alcuni esperimenti scientifici.

MA DOVE SONO ADESSO?

Si tratta di due ipotesi che non si escludono a vicenda ma nessuna di queste è ancora divenuta ufficiale e nessuno è ancora riuscito a fare uno studio diretto del fenomeno dal momento che negli ultimi decenni i fuochi fatui sono… spariti!

 

La spiegazione potrebbe trovarsi nelle moderne bare fatte di zinco, materiale che preserva la salma impedendo di conseguenza ai nostri gas di risalire in superfice. O più semplicemente questi intriganti spiriti, infastiditi dai nostri tentativi di studiarli, potrebbero aver scelto di lasciare questo mondo per non farvi ritorno… per ora!!

 

Buona festa di Halloween!

Fonti:

L’enigma dei Fuochi Fatui, Massimo Polidoro