Forse non sai

Elementi da podio

Calda come la passione sportiva: la scienza della Fiamma Paralimpica

6 Marzo 2026

Immaginare la fiaccola paralimpica di Milano Cortina 2026 solo come un elegante oggetto di design sarebbe un errore imperdonabile per chi ama la scienza. Se guardiamo oltre le sue linee sinuose, scorgiamo infatti un vero e proprio laboratorio chimico portatile. La storia del fuoco olimpico e paralimpico è un’avventura molecolare iniziata millenni fa tra i templi di Olimpia e che oggi trova la sua massima espressione tecnologica.


6 min






Forse non sai


Calda come la passione sportiva: la scienza della Fiamma Paralimpica





6 min
TEMI

ricerca e innovazione
A
A
Come è fatta?

Il legame con il passato è suggestivo: ancora oggi la fiamma viene accesa tramite uno specchio parabolico che concentra i raggi solari, dimostrando visivamente come il sole sia la fonte primaria di ogni energia.  La  staffetta della torcia (introdotta per la prima volta a Berlino 1936) ha poi imposto alla chimica di trovare soluzioni per mantenere il fuoco acceso durante viaggi di migliaia di chilometri, su vette ghiacciate, strade assolate e  persino sott’acqua. Negli anni Cinquanta, per mantenere vivo il fuoco, si ricorreva a miscele di olio d’oliva, polvere da sparo e naftalina, con il risultato di produrre fumo nero e residui carboniosi sgradevoli. Solo con l’introduzione dei gas moderni, come il propano, si è arrivati a fiamme più pulite, ma la vera rivoluzione è quella di Milano Cortina 2026.

Un nuovo carburante

L’elemento di rottura rispetto a tutte le edizioni precedenti, come Pechino 2008 o Sydney 2000 dove si utilizzavano combustibili fossili, è l’impiego del bio-GPL, prodotto ottenuto da scarti di lavorazione o materie prime rinnovabili, quali oli vegetali, grassi animali e sottoprodotti agro-alimentari. Questa innovazione non riguarda solo la torcia portatile, ma si estende ai bracieri che accoglieranno la fiamma portata  dagli atleti nelle diverse sedi:un primato assoluto nella storia dei Giochi.

Un nuovo materiale

La  chimica della fiaccola, però,  non si ferma al contenuto; riguarda anche il contenitore. La torcia di Milano Cortina 2026, disegnata dallo studio Carlo Ratti Associati, è composta da una lega di alluminio e ottone riciclati, che permette di contenere il peso poco sopra il chilogrammo, facilitando il trasporto per i tedofori senza sacrificare la resistenza strutturale. La fiaccola olimpica si presenta in una tonalità azzurra, mentre quella paralimpica si distingue per un color bronzo.

La fiaccola di Milano Cortina 2026 non è quindi solo un pezzo di design, ma il simbolo di come la chimica possa evolversi per proteggere l’ambiente e unire il mondo sotto un’unica fiamma più circolare.