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09 settembre 2021

"Additivi alimentari, che paura!"

Vi sarà capitato qualche volta, magari durante una gita in campagna, di acquistare un buon salame prodotto artigianalmente dal contadino nella sua fattoria, convinti che essendo “fatto in casa”, senza additivi chimici e conservanti, potesse essere più sano di quello che si compra al supermercato. Attenzione, perché si tratta di una convinzione errata! Innanzitutto un prodotto realizzato artigianalmente potrebbe non essere in grado di garantire le stesse condizioni ottimali di igiene della grande distribuzione. Il cibo industriale inoltre si avvale di preziosi alleati, gli ingredienti di sintesi, che vengono aggiunti proprio per garantire la sicurezza alimentare, senza alterare in nessun modo il valore nutrizionale di un alimento. Nel caso del salame, ad esempio, i conservanti (nitriti e nitrati) servono per evitare la crescita di batteri molto pericolosi, come il botulino, responsabile di gravissime intossicazioni.
La funzione dei conservanti è proprio quella di proteggere il cibo dal naturale deterioramento provocato dai microrganismi e dall'esposizione all'aria o al calore, rendendo gli alimenti più sicuri più a lungo, evitando al tempo stesso gli sprechi. I conservanti sono solo un tipo dei tanti ingredienti che, a livello industriale, vengono aggiunti agli alimenti: ognuno è essenziale e ha una sua precisa funzione. Possiamo stare tranquilli? Si, perchè grazie all’impiego di questi ingredienti gli alimenti che consumiamo sono sicuri e gustosi!

Altri esempi? Gli addensanti e gli emulsionanti agiscono sulla consistenza del cibo, ad esempio rendendo un budino perfettamente compatto; gli aromi danno quel gusto inconfondibile ai nostri biscotti preferiti; i coloranti, come suggerisce il nome stesso, donano all'alimento una particolare colorazione, migliorandone l'aspetto (anche l’occhio vuole la sua parte!). Gli enzimi poi sono “gli ingegneri dell’alimentazione”: consentono alcuni processi cruciali nella preparazione dei cibi, basti pensare al caglio per i formaggi o alla lievitazione del pane.

Esistono severe normative, in continuo aggiornamento, che regolano l’utilizzo degli ingredienti chimici nel cibo, con soglie estremamente cautelative, finalizzate proprio a proteggere la nostra salute e garantirci cibo più sicuro nel tempo. La presenza degli ingredienti chimici nei cibi viene obbligatoriamente indicata nell’etichetta, che è la carta di identità dell’alimento, in cui viene riportato l’intero contenuto del prodotto. Leggerla attentamente ci permette di avere indicazioni, come il contenuto calorico, la data di scadenza, le condizioni di conservazione o impiego, la provenienza e l’eventuale presenza di allergeni, indicati con un carattere diverso in modo da visualizzarne rapidamente la presenza.

Non dobbiamo lasciarci spaventare dai lunghi elenchi di paroloni poco comprensibili; la  lettura dell’etichetta ci dà una descrizione completa del prodotto che vogliamo acquistare, ma, in tutti i casi, possiamo stare certi che i prodotti alimentari autorizzati al commercio sono sicuri, a cominciare dagli ingredienti chimici che contengono.

Per saperne di più visita il sito di Aispec

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