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23 aprile 2019

La chimica del libro

Fare il giro del mondo in 80 giorni, viaggiare sull’Orient Express da Parigi a Costantinopoli con Poirot, arrampicarsi sugli alberi con Cosimo Piovasco di Rondò, vivere nella Russia della Rivoluzione bolscevica e assistere alla travolgente storia d’amore tra Lara e il Dott. Zivago...

I libri che leggiamo entrano nei nostri cuori, li rigiriamo tra le mani, osserviamo incantati i colori della loro copertina e la grafica cesellata dei caratteri del loro testo.
Ma sappiamo davvero dare un nome ad ogni loro parte?
La struttura esterna del libro comprende la prima di copertina, il dorso e la quarta di copertina, ossia le parti del libro che formano il suo rivestimento esterno. Quando si apre il libro, si entra nella sua struttura interna e si incontrano subito le pagine iniziali tra cui il frontespizio, il colophon e il sommario.
Ed è a questo punto che comincia il testo vero e proprio del libro, ossia il corpo del testo.

A fare da collante tra le parti, nel vero senso della parola, ci pensano gli adesivi! Estremamente coesivi e flessibili, impediscono il distacco delle pagine e garantiscono la resistenza del libro nel tempo. Possono essere di varia natura, a seconda dell’utilizzo che deve esserne fatto. Ad esempio la copertina viene incollata al libro con adesivi acquosi naturali o sintetici (colle animali, adesivi acetovinilici con o senza amidi).

Anche gli inchiostri hanno il compito fondamentale di imprimere le parole sulla carta. Sono solitamente costituiti da pigmenti, leganti, solventi e additivi. I pigmenti sono le sostanze che forniscono colore, i leganti sono costituiti da una resina che permette di trasferire l’inchiostro sulla carta, i solventi, evaporando dopo la stampa,  permettono agli inchiostri di asciugarsi e, infine, gli additivi conferiscono particolari qualità all’inchiostro. 

“Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria! Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito… perché la lettura è una immortalità all’indietro” scrisse Umberto Eco. E un po’ di merito va anche alla chimica...! 

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