La chimica è...

Che cosa ha fatto la chimica per noi

Repellenti per zanzare, il salvatore invisibile

17 luglio 2023

Con l’arrivo dell’estate e le vacanze ormai alle porte, come ogni anno, ci apprestiamo a combattere la nostra personale battaglia contro… le zanzare!

 

Spray alla mano e zampironi accesi sono l’arsenale a nostra disposizione, ma siamo realmente consapevoli di quanto siano importanti questi strumenti? Non sempre. Molto spesso, se si viene punti, ci si convince che siano totalmente inutili, mentre chi ne fa un ampio utilizzo li dà per scontati. Forse sottovalutiamo il fatto che non è stato sempre così e che in molte parti del mondo questi ‘semplici’ strumenti non sono ancora diffusi. Notizie degli ultimi giorni segnalano un pericoloso aumento del numero di zanzare anche in Italia, o col fastidio di dover affrontare sciami di insetti all’imbrunire ma, soprattutto, con qualche rischio per la nostra salute.


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Repellenti per zanzare, il salvatore invisibile





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L’INSETTO PERICOLOSO

La zanzara può infatti essere il vettore di diverse malattie, molte delle quali gravi, come la Chikungunya, la Dengue, il virus Zika, la febbre gialla, la malaria e la West Nile. Esse possono trasmettersi a causa della loro proboscide, comunemente ed erroneamente chiamata pungiglione, che passa da una persona all’altra, ma che a differenza degli aghi dei medici non viene sterilizzata o sostituita. Può sembrare qualcosa di lontanissimo da noi, come se la zanzara italiana fosse innocua, ma non è così. L’Italia è stata dichiarata immune dalla malaria solo nel 1970, un’epidemia locale di Chikungunya ha colpito l’Emilia-Romagna nel 2004-2005, mentre la West Nile si ripresenta più volte nei mesi estivi.

 

Se le zanzare oggi non sono percepite come un problema, il merito è indubbiamente della scienza, che ci aiuta nella cura e soprattutto alla prevenzione. Ed è qui che entrano in gioco insetticidi e repellenti per insetti.

 

Quando le zanzare portano o diffondono un virus, la tattica migliore per eliminarlo è scacciare il portatore ed è per questo che l’uomo fin dall’antichità ha cercato in ogni modo di difendersi da esse.

I REPELLENTI NELLA STORIA, UNA BATTAGLIA SENZA FINE

I nativi americani usavano gli ortaggi a radice come unguento o come combustibile per il fuoco per scacciare gli insetti, nelle Isole Salomone si bruciavano le noci di cocco e le foglie di papaya mentre in Papua Nuova Guinea si utilizzavano legno di mango e foglie di zenzero.

 

Ma ci sono esempi anche più vicini a noi. Il primo utilizzo documentato di un repellente per insetti risale a Erodoto, che parlò di un particolare olio di una pianta di ricino usato nell’antico Egitto; i romani impiegavano un intruglio di aceto e la combustione di erbe come origano e cumino nero, in Persia ci si affidava agli oli di piretro, il quale, sotto forma di polvere, venne utilizzato anche dai soldati napoleonici e nella Seconda guerra mondiale.

 

Sempre il piretro è stato d’ispirazione per una famosa e diffusa invenzione di un giovane veneziano laureato in chimica farmaceutica. Se non avete capito di cosa stiamo parlando vi diamo un piccolo indizio: il suo nome era Giovanni Battista Zampironi! Proprio così, lo zampirone, eterno compagno di grigliate all’aperto durante l’estate, è stato inventato nel 1862, quando il giovane ventiseienne mise sul mercato quello che chiamò “fidibus insettifugo”, un cono scaccia-zanzare formato da un impasto di polvere di piretro, nitrato di potassio, radice di altea, gomma adragante e altre sostanze addensanti o leganti. Questo strumento, per quanto efficacie, aveva una durata molto limitata e la tipica forma a spirale, ben più durevole, venne adottata nel secondo dopoguerra sull’esempio di un antizanzare giapponese sempre a base di piretro.

LA SVOLTA SECOLARE: LA DIETILTOLUAMIDE

Si trattava di rimedi più o meno efficienti ma quasi tutti ricavati dalla combustione o da particolari oli, i quali risultavano spesso sgradevoli o di breve durata. La svolta arrivò solo dagli anni Quaranta quando i militari statunitensi, più volte impegnati nel Pacifico, si trovarono spesso a combattere contro zanzare e insetti portatori di malattie. Fu allora che i ricercatori del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti, Lyle Goodhue e William Sullivan, svilupparono la dietiltoluamide (DEET), il primo insetticida aerosol ad uso esclusivamente militare, la cui efficacia fu subito evidente tanto che nel 1957 fu approvato anche per uso civile.

 

Le zanzare, infatti, sfruttano dei recettori chimici presenti sulle loro antenne in grado di identificare l’acido lattico che evapora dai nostri corpi e trovare la preda. Il repellente, applicato sulla pelle, evapora a sua volta formando una barriera intorno ad essa rendendoci invisibili ai “radar” delle zanzare. Nonostante siano passati anni e siano stati condotti diversi studi per creare un repellente sintetico, il DEET rimane ancora lo strumento migliore per proteggerci dalle zanzare.

 

Tutte scoperte che, anche se non ci facciamo caso, migliorano la qualità della nostra vita e anche il nostro benessere, specie se pensiamo che ancora oggi, in molte parti del mondo le zanzare rimangono un serio pericolo per la salute di molte persone. Potrà sembrare strano, ma a volte un antizanzare può davvero salvarti la vita.

Fonti:

Le zanzare possono essere pericolose

Malattie trasmesse da vettori

La storia dello zampirone

La zanzara al microscopio

Quello che non sai sulla zanzara