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27 dicembre 2019

Il plutonio e la burla della Tavola periodica

Prosegue la nostra rubrica #bellelemento: aneddoti, storie, curiosità...ma sempre Fatti, non fake!

Be per berillio, Ca per calcio, Se per selenio...Giunti ormai al termine del nostro meraviglioso viaggio alla scoperta degli elementi della Tavola periodica, abbiamo imparato che ognuno di essi viene identificato con un simbolo, costituito di solito dalle prime due lettere del suo nome.

Alcuni elementi fanno però eccezione, e per motivi piuttosto singolari!
Tra questi il plutonio, 94esimo abitante della Tavola, scoperto dal chimico statunitense Glenn Seaborg e dal suo team di ricercatori dell’Università di Berkley nel 1940. Sembra infatti che Seaborg, responsabile della scelta del simbolo da sottoporre allo IUPAC (Unione Internazionale di Chimica Pura e Applicata) per la registrazione del nuovo elemento, indicò “Pu” (e non il logico “Pl”), pensando al verso che un bambino fa di fronte a qualcosa di disgustoso.
Si dice infatti che il chimico avesse immaginato che questo nuovo elemento avesse un cattivo odore, sicuro che la commissione IUPAC non avrebbe mai accettato il suo simbolo scherzoso e gli avrebbe chiesto di trovarne uno più adatto.
Sorprendentemente invece i commissari, che molto probabilmente non compresero lo scherzoso retroscena dietro al simbolo proposto, approvarono il “Pu” senza esitazione.

Per quanto riguarda invece il nome esteso, la scelta ricadde su  “plutonio”, dal pianeta nano Plutone (all’epoca classificato come tale) perché seguendo l'uranio e il nettunio si volle mantenere l'analogia con i nomi dei pianeti del sistema solare.

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