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29 novembre 2021

Wallace Carothers, lo sfortunato destino di un chimico

La storia di William Carothers è strettamente legata ad una scoperta rivoluzionaria, quella del nylon.
Purtroppo però, tanta fu la fortuna del nylon, quanto cinico e triste il destino del suo inventore.

Ci troviamo negli Stati Uniti, nel pieno degli anni della presidenza Roosvelt, che aveva portato nuova fiducia nel paese, rimesso in moto l'economia, spinto l'industria e le università a nuove ricerche, invenzioni e produzioni. In questo clima, nei laboratori scientifici della società DuPont, un giovane chimico fece due scoperte rivoluzionarie: la gomma sintetica clorurata (neoprene) e la prima fibra sintetica poliammidica, il nylon. Si trattava del brillante William Carothers, laureato in filosofia (1924) e in chimica (1928).
Brillante e studioso, ma al tempo stesso un uomo fragile affetto da gravi crisi depressive. Proprio queste, in un primo momento, lo portarono a rifiutare il posto alla DuPont: “Soffro di incantesimi nevrotici di diminuita capacità che possono costituire un handicap”, scrisse in una lettera ad un dirigente di DuPont, il quale dovette viaggiare fino ad Harvard per convincerlo a cambiare idea. Nelle lettere che Carothers inviava agli amici e ai colleghi, i grandi passi avanti che faceva nelle sue ricerche erano completamente ottenebrati dal racconto della sua depressione, un male oscuro che, oltre ad impedirgli di parlare in pubblico, lo costringeva a lunghi periodi di assenza dal lavoro. Nel 1935 Carothers riuscì, dopo lunghe ricerche teoriche e fondamentali e innumerevoli tentativi, a far combinare uno speciale acido, l'acido adipico, con una speciale ammina, l'esametilendiammina, in modo da ottenere una poliammide con legami simili a quelli che si trovano, appunto, nelle proteine naturali. La nuova fibra si rivelò una sostanza fuori del comune: aveva la leggerezza della seta e la resistenza dell'acciaio.
Nell’aprile del 1937, in un albergo a Filadelfia, Carothers disciolse il cianuro di potassio con il succo di limone e ingerì il cocktail fatale. Subito dopo la sua morte il nylon arrivò a New York e fu un vero e proprio boom di vendite; prima con gli spazzolini da denti con le setole in nylon e poi con le prime calze da donna; in pochissimo tempo furono vendute la bellezza di quattro milioni di paia di calze con esaurimento completo delle scorte. Dalle corde da pesca, all’abbigliamento, alla borsetteria, all’intimo, all’arredamento, alla pavimentazione, è davvero difficile trovare un settore produttivo che non abbia avuto a che fare con questa fibra. Peccato che il suo inventore non riuscì a godersi il meritato successo.

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