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28 ottobre 2021

Solvente a base biologica per un settore alimentare più sostenibile

L'olio e le proteine vegetali sono una parte importante della nostra dieta e di quella degli animali. Per estrarre queste sostanze dai semi, per lungo tempo sono stati utilizzati prodotti a base di petrolio, che funzionano come un solvente.

L'industria chimica è sempre alla ricerca di modi innovativi per ridurre l'uso di risorse fossili all'interno dei propri processi. Proprio con questo obiettivo è stato introdotto nell’industria alimentare un bio-solvente per estrarre olio e proteine vegetali dai semi. Oltre ad essere assolutamente efficace, consente anche una riduzione del 90% dell'impatto di CO2, dovuta al fatto che proviene da un sottoprodotto agricolo, la bagassa di canna da zucchero (lo scarto fibroso che rimane dopo il recupero dello zucchero).

Come agisce il bio-solvente?
Proprio come quando si prepara il tè, il solvente viene riscaldato fino a 65°C, vi si immergono i semi schiacciati e l'olio viene estratto. Quindi i semi vengono rimossi  dal liquido. I semi e il liquido vengono entrambi riscaldati separatamente per evaporare il solvente, che viene poi recuperato per condensazione. Al termine del processo si ottengono olio commestibile, semi ben sgrassati e solvente pronto per essere riutilizzato per il successivo processo di estrazione.
La soluzione è stata provata su scala industriale con l'estrazione di 45 tonnellate di colza nel 2020. In Europa il solvente viene già utilizzato in ambito cosmetico e farmaceutico, e l'obiettivo è di introdurlo nell’industria alimentare entro il 2022.

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