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04 ottobre 2021

La chimica dei capelli

Forse non esiste luogo comune più vero di questo: non siamo mai contenti dei nostri capelli! Se sono lisci, oggetto del desiderio saranno morbidi e voluminosi boccoli e, al contrario, se i capelli sono ricci, si ambirà a lisce chiome setose. La soluzione a questi eterni dilemmi esiste e, ancora una volta, è la chimica a proporcela.

I più meticolosi con gli strumenti giusti a casa propria o con l’aiuto dei nostri parrucchieri di fiducia per i meno esperti possono fare magie: basta un po’ di conoscenza della chimica dei capelli.

Partiamo dall’inizio: come sono fatti i nostri capelli? Costituiti principalmente da cheratina, una proteina ricca di zolfo contenuto nei residui amminoacidici di cisteina che danno luogo alla formazione di ponti disolfuro, per la restante parte i capelli sono fatti di acqua, lipidi, pigmenti ed oligoelementi.

Un’altra proteina solida presente nel capello è la melanina, che conferisce ai capelli il colore. Quando la chioma è riccia o ribelle, i capelli potranno essere stirati con la tradizionale messa in piega. Si bagna la chioma con un reagente chimico, l’acqua, le cui molecole scaricano l’elettrostaticità “alleggerendo” la cheratina. Successivamente, sfruttando l’azione meccanica della spazzola a quella termica di phon o piastra, il cui calore allontana le molecole d’acqua, si interviene sulle fibre della cheratina, ottenendo l’effetto liscio. La messa in piega tradizionale ha una durata limitata, nella migliore delle ipotesi fino al lavaggio successivo. Spesso, a supporto del procedimento di stiratura temporanea, si utilizzano prodotti fissativi, per prolungare l’effetto della messa in piega stirante e protettivi, per evitare che le sollecitazioni termiche della piastra e meccaniche della spazzolatura possano destrutturare il capello.

Per chi vuole un effetto più duraturo, la soluzione sono dai prodotti stiranti.

Come tutti i cosmetici, anche gli stiranti, che agiscono sulle fibre del capello, modificandole, sono composti da ingredienti ben tollerati. Il processo di “lisciatura” tramite i prodotti stiranti può ottenere con i “relaxer” o attraverso l’azione congiunta di crema stirante e liquido di fissaggio. Nel primo caso, i “relaxer” modificano i legami tra i singoli amminoacidi che si trovano all’interno delle fibre di cheratina. Questi contengono molecole quali idrossido di sodio  e/o idrossido di guanidina e l’ effetto stirante ottenuto in questo modo ha una durata di circa sei-otto settimane. Il secondo trattamento, invece, interviene sui legami esistenti tra i filamenti di cheratina, i cosiddetti “ponti disolfuro”, la cui posizione determina la forma del capello. Per prima cosa si applica la crema stirante a base di sali dell’acido tioglicolico, che provocano la “rottura” dei ponti disolfuro. Successivamente si usa un liquido di fissaggio, o neutralizzante, dall’azione ossidante: questo prodotto stimola la costruzione di nuovi ponti disolfuro disposti in modo tale che le fibre cheratiniche si presentino tra loro parallele, permettendo il raddrizzamento del capello.

I risultati si protraggono fino a sei mesi. E per chi invece vuole trasformare la chioma da liscia a riccia? I ricci naturali sono dovuti alla formazione dei ponti disolfuro, che fanno sì che le catene proteiche si ripieghino parzialmente su sé stesse, dando così origine al fenomeno dei capelli ricci naturali.

Trasformare i capelli lisci in ricci impone quindi di rompere i ponti disolfuro esistenti, arrotolare le ciocche dei capelli intorno a bigodini, il cui diametro determina la dimensione del riccio, e successivamente ripristinare i ponti disolfuro nella nuova forma.

Per ottenere questo risultato, negli anni ’80 si ricorreva alla permanente, un procedimento allora molto in voga. Oggi, oltre a spazzola e bigodini, si utilizza il più versatile ferro del mestiere, la piastra, con la quale possiamo lisciare i nostri capelli o realizzare voluminosi boccoli grazie all’alta temperatura. Intorno ai 130°C le catene di cheratina iniziano a muoversi, ruotando e vibrando sempre di più fino a rompere i ponti disolfuro. In questo modo è possibile dare ai capelli la forma che si preferisce: lisci, ondulati o con i boccoli. La temperatura ideale per realizzare una piega più stabile è circa 144°C.

È importante ricordare che è bene non superare mai i 200°C per non rovinare il capello. E ricordate: la piastra va usata su capelli asciutti e non bagnati!

Insomma, non servono bacchette magiche o fate madrine per esaudire i desideri sui capelli: basta la chimica e…un po’ di perizia (o un bravo parrucchiere!).

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