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17 giugno 2021

Questioni di chimica: igiene mirata

Disinfettare o pulire? Quando l’igiene deve essere mirata

Il Covid-19 ci ha costretto a confrontarci con l’impellente necessità di combattere il virus anche adottando comportamenti igienici corretti. La pandemia ha di fatto sancito, al di là di ogni dubbio, il ruolo essenziale dell’igiene all’interno delle nostre case così come nel mondo esterno.

L’igiene è fondamentale infatti per impedire la diffusione di gravi malattie e disagi alla popolazione e, allo stesso tempo, per ridurre la pressione sui sistemi sanitari. Ma è importante sapere quando è necessario disinfettare e quando è sufficiente pulire.

In caso di pandemia, come abbiamo potuto sperimentare, l’igiene costituisce  la prima e spesso l’unica  linea di difesa per limitarne la diffusione. Inoltre, previene le infezioni e di conseguenza contribuisce alla riduzione dell’uso di antibiotici.

Igiene tuttavia non significa eliminare microbi e batteri ovunque essi siano: la scienza del microbioma ci mostra oggi come i milioni di microbi che vivono attorno e dentro noi (il microbioma umano) siano essenziali alla nostra vita, come lo è il nostro fegato per esempio. La mancata esposizione ai microbi nei nostri ambienti, necessaria per sostenere un microbioma sano e diversificato, è sempre più associata alla diffusione di malattie allergiche e autoimmuni, come infiammazioni intestinali o diabete di tipo 1.

Un’altra fonte di confusione deriva dal fatto che i germi “buoni” e “cattivi” vengono spesso rappresentati in maniera “spaventosa”, come se dovessero essere sempre “snidati e annientati”. La verità è che la maggior parte dei germi che si trovano nelle nostre case sono innocui.

Evitare il nostro mondo di microbi non è quindi la scelta più giusta.

Per garantire l’igiene non serve un ambiente sterile (impossibile da ottenere e mantenere), ma occorre combattere i germi pericolosi, laddove si presenti un rischio di contaminazione e quindi una situazione di pericolo.

Non si tratta di essere meno puliti, ma semplicemente di concentrare le nostre pratiche igieniche nei posti e nelle occasioni dove i batteri pericolosi più probabilmente si diffondono (quindi dove c’è un rischio). Ad esempio, quando si prepara da mangiaresi starnutisce o tossisce, si curano gli animali domestici, si toccano rifiuti o quando un membro della famiglia è malato, le vie di diffusione sono le mani, le superfici a contatto con le mani, le superfici a contatto con il cibo e spugne o strofinacci usati per le pulizie. É qui che le pratiche di “igiene mirata” si devono focalizzare. Durante lo svolgimento di tutte queste attività risulta quindi di fondamentale importanza igienizzare tutti i punti di contatto, dalle proprie mani con acqua e sapone alle superfici coinvolte, utilizzando appositi detergenti per rimuovere i batteri.

Nei casi più critici è possibile agire nei diversi ambienti attraverso l’utilizzo di disinfettanti e tramite lavaggio ad alta temperatura, garantendo allo stesso tempo un utilizzo mirato e quindi sostenibile dei prodotti disinfettanti, interrompendo così la catena dell’infezione.

Giorgio Dal Prato
Presidente Federchimica Assocasa

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