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15 aprile 2021

Kekulè, sogno o son desto?

#Chemicalhistory, una rubrica dedicata ai personaggi, alle intuizioni e alle scoperte che hanno fatto la storia della chimica, dalle origini fino ai giorni nostri.

Nella storia della chimica, un posto d’onore va riservato al chimico tedesco Friedrich August Kekulé von Stradonitz (1829 – 1896).
Due le tappe fondamentali della sua carriera, che costituiscono gli assiomi della chimica organica: in uno scritto del 1858 elencò una serie di ingegnose ragioni per dimostrare la tetravalenza del carbonio; nel 1865 pubblicò un articolo dove definì la struttura esagonale della molecola del benzene.

A proposito di quest’ultima scoperta, molti scienziati al tempo chiesero a Kekulé in che modo avesse ottenuto questo risultato. Egli rispose che l’aveva sognata, non una, ma ben due volte! La prima fu a Londra, nel 1854: era una sera d’estate e si stava recando in visita a un amico con una carrozza. Era seduto nella parte superiore del veicolo, quella scoperta. A un tratto (raccontò!) si assopì e “vide” gli atomi danzare vorticosamente e creare forme inusuali, mai viste prima. La seconda volta fu a Ghent, nel 1861, quando si appisolò davanti al caminetto e vide chiaramente gli atomi unirsi in file sinuose e ricurve, simili a serpenti. Uno di questi, curiosamente, afferrò con la bocca la sua stessa coda. Kekulé fu impressionato da questa visione e, una volta sveglio, si mise a lavorare alle sue formule tentando di riprodurre ciò che aveva visto in sogno.

Ero seduto a scrivere al mio libro di testo; ma il lavoro non è andato avanti; i miei pensieri erano altrove. Ho girato la sedia verso il fuoco e mi sono appisolato. Di nuovo gli atomi stavano saltellando davanti ai miei occhi. Questa volta i gruppi più piccoli rimasero modestamente in disparte. Il mio occhio mentale, reso più acuto da ripetute visioni del genere, poteva ora distinguere strutture più grandi di conformazione multiforme: lunghe file, a volte più ravvicinate; tutto si attorciglia e si attorciglia con un movimento simile a un serpente. Ma guarda! Che cos'era questo? Uno dei serpenti si era aggrappato alla propria coda e la forma turbinò beffarda davanti ai miei occhi. Come se per un lampo mi svegliassi; e questa volta ho anche passato il resto della notte a elaborare le conseguenze dell'ipotesi”.

Che sia tutto vero o solo frutto della sua fantasia, la scoperta di Kekulè rimane una tappa fondamentale della storia della chimica.

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