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08 aprile 2021

Probiotici o prebiotici, questo è il dilemma!

Nel nostro organismo vivono milioni di microorganismi e una buona parte si trova nel tratto gastrointestinale, a comporre il cosiddetto microbiota, un ecosistema microbico in equilibrio nel contesto in cui è inserito. Quando tale equilibrio si altera è possibile ripristinare uno stato di eubiosi attraverso l’integrazione di prebiotici e/o probiotici. Ma qual è la differenza? E come possono esserci d’aiuto?

Il termine “probiotico” deriva dal greco "pro-bios", che significa “a favore della vita”; i probiotici quindi sono microrganismi (soprattutto batteri, ma anche lieviti) viventi e attivi, contenuti in determinati alimenti o integratori, in una quantità tale da conferire un effetto positivo sulla salute dell’organismo ed in particolare sul benessere intestinale. Lactobacillus casei, Lactobacillus johnsonii, Lactobacillus rhamnosus, Bifidobacterium lactis: sono parole che spesso sentiamo pronunciare nelle pubblicità in tv e che identificano solo una parte dei probiotici utilizzati nella quotidianità; ognuno con le sue specifiche caratteristiche e attività intrinseche. Il loro effetto è soprattutto correlato al mantenimento dell’equilibrio intestinale, spesso compromesso da diversi fattori come ad esempio terapie antibiotiche, stress e alterazione delle abitudini alimentari. Per essere efficaci, i probiotici dovrebbero essere assunti sempre e solo a stomaco vuoto, per un tempo di almeno 3-4 settimane e in un quantitativo di almeno un miliardo di batteri al giorno. Attenzione a non confondere i probiotici, aggiunti specificatamente agli alimenti, con i fermenti lattici contenuti nello yogurt (Lactobacillus bulgaricus e Streptococcus thermophilus), responsabili della sua fermentazione, i quali sono vivi, ma non vitali, ossia non hanno la capacità di riprodursi nell’intestino.

I prebiotici, invece, sono definiti come sostanze non digeribili dall’uomo, principalmente fibre, cioè carboidrati non assimilabili dal corpo umano, che invece sono utili per promuovere la crescita, nel colon, di una o più specie batteriche utili allo sviluppo di un sano ed equilibrato microbiota intestinale. Tra i prebiotici più comuni possiamo citare l’inulina, i frutto-oligosaccaridi (FOS) e i galatto-oligosaccaridi (GOS). Queste sostanze sono presenti in diversi alimenti come la farina di frumento, le banane, il miele, l'aglio, la cipolla, i fagioli e i porri o possono essere aggiunti agli integratori alimentari. L'assunzione di fibre prebiotiche attraverso una dieta sana e variegata costituisce una buona abitudine alimentare per mantenere un corretto equilibrio dell’microbiota intestinale. 

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