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26 novembre 2020

Celluloide, una storia lunga 150 anni

#Chemicalhistory, una rubrica dedicata ai personaggi, alle intuizioni e alle scoperte che hanno fatto la storia della chimica, dalle origini fino ai giorni nostri.

Immaginare la nostra vita senza plastica è impossibile: dallo spazzolino da denti alla lenti a contatto, dalla carta di credito al telefonino, dai rivestimenti e dalle componenti dell’auto a quelli super tecnologici degli aerei, dai blister alle protesi di ultima generazione. Ma quando è nata la plastica?

La storia di questo materiale ebbe inizio nell’XIX secolo, quando, tra il 1861 e il 1862, l’inglese Alexander Parkes, sviluppando gli studi sul nitrato di cellulosa, isolò e brevettò il primo materiale plastico semisintetico, che battezzò Parkesine (più noto poi come Xylonite). Si trattava di un primo tipo di celluloide, utilizzato per la produzione di manici e scatole, ma anche di manufatti flessibili come i polsini e i colletti delle camicie.

Ma la vera rivoluzione arrivò nel 1863, quando l’inventore americano John Wesley Hyatt, attratto da una cospicua ricompensa di $10.000 offerta da una società di biliardo di New York a chiunque riuscisse a trovare un sostituto soddisfacente dell’avorio per le palle da biliardo, che sino ad allora veniva ricavato dalle zanne degli elefanti, si buttò a capofitto nella ricerca dell' "avorio artificiale", o comunque di un qualsiasi nuovo materiale capace di soddisfare la richiesta. Il successo arrivò intorno al 1869, quando riuscì a realizzare un materiale plastico resistente e più economico dell’avorio, mescolando nitrocellulosa (un nitrato infiammabile di legno comune o cellulosa di cotone), canfora (una resina cerosa ottenuta da alberi di canfora asiatici) e alcol.

Il brevetto fu depositato nel 1870 e la prima fabbrica a produrre la nuova materia plastica artificiale fu la “Albany Dental Plate Company” : furono i dentisti a sperimentare per primi l’uso di questo nuovo materiale per fare le impronte dentarie, sostituendo la gomma vulcanizzata (allora molto costosa). Due anni più tardi, nel 1872, la Dental Plate Company si trasformò in Celluloid Manufacturing Company: è questa la prima volta che compare il termine “Celluloide” (derivato chiaramente da cellulosa), marchio depositato destinato ad avere molta fortuna negli anni successivi così da diventare un nome comune per designare, in generale, le materie plastiche a base di cellulosa e non soltanto quelle.

Facilità di lavorazione, possibilità di essere colorata e decorata a piacimento, resistenza: queste le caratteristiche principali che decretarono il successo di questo nuovo polimero.
La produzione industriale su vasta scala della celluloide raggiunse nel 1929 le 40mila tonnellate. Occhiali, bigiotteria, borsette e trousse da signora, penne stilografiche, bottoni e anche la prima pellicola fotografica e cinematografica, sviluppata dal 1889 dalla Eastman Kodak, in sostituzione delle vecchie lastre di vetro e collodio, gli oggetti in celluloide divennero ben presto i protagonisti della vita domestica delle persone fino a metà del Novecento.

To be continued…

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