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10 settembre 2020

La colla non è una tipa appiccicosa

Per riparare un piatto che si è rotto, per fissare le piastrelle del pavimento o per incollare foto, disegni e ritagli di giornale, la colla è una piccola invenzione che ci facilita la vita.

Indipendentemente dall’uso che dobbiamo farne, la colla deve avere due caratteristiche: quando si applica deve essere liquida o comunque spalmabile, in modo da poterla stendere a dovere sulle superfici da unire. Poi deve solidificarsi in fretta e aderire alle superfici in modo che restino unite. Ma attenzione, perché spesso, oltre alle superfici, rischiamo di incollare anche le nostre dita! Vi siete mai chiesti come mai la colla si appiccica alle mani, ma non si attacca al tubetto? Se anche voi avete sempre voluto saperlo, ma non avete mai osato chiederlo, questo post potrebbe fare al caso vostro! 

Le colle universali, che agiscono in pochi istanti, sono costituite da monomeri di cianoacrilati, composti chimici che hanno bisogno di umidità per reagire, cioè per aggregarsi in polimeri e solidificarsi. Perché la reazione avvenga è quindi sufficiente che l’aria, o le superfici da incollare, siano un po’ umide…un po’ come la nostra pelle! 

Le confezioni delle colle invece, realizzate con alluminio trattato con vernici antiaderenti o plastiche, come il propilene o polietilene, hanno una struttura chimica che non consente l’adesione dei materiali alla loro superficie. Le colle vengono dunque prodotte in ambienti privi di aria e alla miscela vengono aggiunti stabilizzanti, che interagiscono con le molecole di colla bloccando ogni reazione.

Per evitare che la colla si indurisca dopo l’apertura del tubetto ricordatevi di tenerlo sempre ben chiuso e lontano da fonti di calore!

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