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02 dicembre 2019

Tallio, un veleno da romanzo giallo

Prosegue la nostra rubrica #bellelemento: aneddoti, storie, curiosità...ma sempre Fatti, non fake!

Una lista segreta, una serie di morti misteriose e uno scrittore con spiccate doti investigative. Questi sono gli ingredienti che compongono la trama di Un cavallo per la strega, celebre romanzo di Agatha Christie pubblicato nel 1961.

Sui decessi di cui si parla nella storia, archiviati dalla polizia come “morti naturali”, indaga Mark Easterbrook, il brillante scrittore protagonista del romanzo. Mark scopre che tutte le vittime presentano segni di alopecia e individua nell’avvelenamento da tallio la causa dei decessi. Uno dei primi indizi dell’azione di questo veleno è proprio la perdita dei capelli.

Il tallio, numero 81 della Tavola periodica, è un'arma del delitto (quasi!) perfetta, perché è un veleno insidioso e insospettabile: agisce dopo circa una settimana dalla somministrazione e provoca sintomi facilmente confondibili con quelli di malattie come encefalite, epilessia e neurite.
La regina del giallo ne conosceva molto bene le proprietà, avendo lavorato a lungo come farmacista presso l’University College Hospital di Londra durante la Seconda Guerra mondiale.

Piccola curiosità: nel 1976 una bambina di 19 mesi fu ricoverata a Londra con strani sintomi che anche i medici stentavano a riconoscere. A proporre una spiegazione fu un’infermiera che, dopo aver letto Un cavallo per la strega, ipotizzò un avvelenamento da tallio (i genitori utilizzavano il solfato di tallio come insetticida per uccidere gli scarafaggi in casa). La sua intuizione si rivelò corretta e la bambina fu curata con una terapia adeguata.
Potere della letteratura! Il libro di Agatha Christie, morta proprio quell’anno, fu la chiave per risolvere un caso molto complicato, anche nella vita reale.

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