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03 giugno 2019

Primo Levi e il passato che ritorna

Prosegue la nostra rubrica #bellelemento: aneddoti, storie, curiosità...ma sempre Fatti, non fake!

Il Vanadio, ventitreesimo elemento della Tavola periodica di Mendeleev, è un metallo di transizione, grigio argenteo, duttile e duro.

Ma Vanadio è anche il titolo del penultimo dei 21 racconti de Il Sistema Periodico, una raccolta di storie autobiografiche firmate da Primo Levi, ciascuna delle quali porta il nome di un elemento chimico.
Levi, che era prima di tutto un chimico e poi è diventato uno scrittore, parte dalla descrizione delle caratteristiche peculiari di un dato elemento per collegarlo per analogia a vicende della sua vita o dei suoi antenati.

Sopravvissuto alla prigionia
nel campo di concentramento di Auschwitz, venne assunto alla Siva di Torino, Società industriale vernici e affini, come tecnico laureato.
Ed è proprio ad un episodio legato a questo periodo della sua vita che fa riferimento il racconto Vanadio. Levi racconta di essere alle prese con una resina difettosa e, a nome della fabbrica per cui lavora, decide di scrivere una lettera di protesta al fornitore tedesco di resina per vernici.
La risposta arriva da un certo Dottor Müller, che consiglia di addizionare alla resina una piccola percentuale di naftenato di vanadio, un additivo che renderebbe efficace la vernice togliendole il difetto che le impedisce di essiccarsi in modo adeguato.
Il nome del firmatario della lettera fa tornare in mente a Levi un omonimo Dottor Müller che aveva incontrato ad Auschwitz, ex responsabile del laboratorio chimico in cui lo scrittore era stato costretto a lavorare da prigioniero e che, pur senza ribellarsi al sistema nazista, aveva dimostrato nei suoi confronti un certo riguardo, quasi rispetto.
Il dettaglio rivelatore della loro effettiva conoscenza è un lapsus linguistico: l’errore riguardante la parola «Naphthenat» – nella lettera è scritto «Naptenat» – l’indizio chiave. Levi ri­corda infatti che il Dottor Müller, nel «non dimenticato laboratorio pieno di gelo, di speranza e di spavento» diceva «beta-Naptylamin» anziché «beta-Naphtylamin», omettendo la h, così come accade con «Naphthenat».

In questo racconto il vanadio opera metaforicamente da catalizzatore, come è il suo uso principale nella chimica, fra Levi e il chimico tedesco suo superiore ad Auschwitz.

Da Il Sistema Periodico, Primo Levi, Einaudi

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